La Cina vieta le Ico, crollano le quotazioni di Bitcoin ed Ethereum

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di Luca Spoldi 5 Settembre 2017 | 10:02

LA CINA VIETA LE ICO – La Pboc (People’s bank of China, la banca centrale cinese) ha dichiarato illegali le Ico (Initial coin offering) e per il mondo delle “criptovalute” come Bitcoin ed Ethereum sono dolori. Attraverso una Ico una società raccoglie fondi emettendo nuovi “token” la cui esistenza e comportamento è definito da un algoritmo matematico diffuso in rete.

DAL 2013 EFFETTUATE VARIE OPERAZIONI – A differenza delle Ipo (Initial public offering), collegate all’emissione di strumenti finanziari regolamentati, le Ico non erano state finora regolamentate ma erano state tollerate della autorità (a prima Ico venne lanciata già nel 2013 emettendo Mastercoin), tanto che oggi sono state avviate già una dozzina di Ico e un’altra trentina sarebbero in pista di lancio.

BITCOIN ED ETHEREUM IN CADUTA – La Cina ha tuttavia deciso che le Ico sono un mezzo di raccolta di fondi illegale e ha chiesto che tutte le attività di fundraising in corso vengano interrotte immediatamente, aggiungendo che chi ha effettuato una Ico dovrà rifondere gli investitori. I Bitcoin hanno così toccato un minimo di 4.037,50 dollari prima di risalire a 4.256,7, contro i 4.319,72 della chiusura di ieri, mentre gli Ethereum oscillano sui 291,57 dollari dopo aver toccato un minimo di 268,29 dai 322,64 dollari della vigilia.

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