Bpm-Banco Popolare: la Bce darà il via libera alla fusione?

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di Luca Spoldi 9 Marzo 2016 | 14:00
A Francoforte i vertici di Bpm e Banco Popolare provano a trovare un accordo che ottenga il via libera della Bce e consenta di procedere alla fusione “alla pari”. Ma restano ostacoli

BANCO POPOLARE-BPM, IL GIORNO DEL GIUDIZIO E’ ARRIVATO?Banco Popolare e Bpm sotto i riflettori a Piazza Affari, dove in tarda mattinata il primo titolo perdeva il 2,89% a 7,405 euro per azione, con circa 2,4 milioni di pezzi passati di mano, mentre il secondo segnava  +1% a 65,9 centesimi per azione, con 19,3 milioni di azioni trattate.  In giornata a Francoforte, presso la Vigilanza Bce, si incontreranno i vertici dei due istituti guidati dai rispettivi numeri uno, per cercare di sciogliere gli ultimi nodi in vista della fusione “alla pari”.

RESTANO DUE OSTACOLI: NPL E GOVERNANCE
– La Bce vuole che l’operazione, la prima dell’era della vigilanza unica bancaria europea, risulti inattaccabile sotto qualsiasi profilo e così restano aperte almeno un paio di questioni, relative in particolare alla solidità finanziaria (si parla della necessità di ridurre di 8 miliardi di euro l’ammontare di Np al massimo entro 2 anni dalla fusione, per arrivare ad un rapporto Npl/impieghi non superiore al 21%) e alla governance, per la quale i soci-dipendenti di Bpm starebbero tentando di conservare un’autonomia per i primi tre anni post fusione che la Bce non pare intenzionata a concedere. Sarà oggi l’occasione giusta per superare questi ultimi scogli e procedere alla prevista fusione?

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