Banco Popolare e Bpm in calo, dalla Bce ancora nessun via libera

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di Luca Spoldi 10 Marzo 2016 | 14:46
Slitta ancora il via libera alla fusione Banco Popolare-Bpm e i due titoli perdono quota in borsa, ma a rischio potrebbe essere l’intero risiko bancario italiano

NESSUNA FUMATA BIANCA DALLA BCE – Tanto tuonò che non piovve: dall’incontro tra la Vigilanza Bce e i vertici di Bpm e Banco Popolare, guidati dai rispettivi numeri uno, è uscita un’altra fumata nera. Le distanze rimarrebbero troppo ampie in particolar sui due punti dell’abbattimento dei non performing loan (Npl) post fusione e sulle richieste di eccezione ai principi di governante avanzati dai dipendenti-soci di Bpm.

BANCO POPOLARE E BPM IN CALO – Così stamane Banco Popolare perde l’1,7% e oscilla a 7,29 euro a metà giornata, quando sono passati di mano circa 2,2 milioni di pezzi, con la capitalizzazione che si riduce a 2,685 miliardi di euro. Bpm cede invece lo 0,8% circa a 63,65 centesimi di euro per azione, con oltre 19,3 milioni di azioni già transate e una capitalizzazione che resta attorno ai 2,815 miliardi. L’allungarsi dei tempi per il via libera della Bce alla prima fusione bancaria da quando è in vigore la vigilanza bancaria europea,  che fa capo alla stessa Bce, lascia intendere come l’intero risiko bancario europeo, previsto da oltre un anno, potrebbe rivelarsi più difficile di quanto immaginato.

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