Piazza Affari: bene Smam ed Eni, crolla Banco Popolare

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di Luca Spoldi 17 Marzo 2016 | 17:06
Il rialzo delle quotazioni di petrolio e gas naturale ridà fiato a Snam, Eni e altri titoli del comparto, il rumor di uno stop alla fusione Bpm-Banco Popolare affonda la banca veronese

A MILANO PREVALGONO LE PRESE DI PROFITTO – Lo stop al rialzo dei tassi Usa è ormai metabolizzato e a Milano in e in generale sui mercati azionari gli investitori rileggono semmai le nuove e più deboli previsioni macroeconomiche della Federal Reserve. Così al termine di una seduta partita bene ma poi spentasi nel corso della mattinata, il Ftse Mib cede lo 0,66%, il Ftse Italia All-Share chiude a -0,64% e il Ftse Italia Star termina a -0,12%. Nonostante un avvio di giornata moderatamente positivo a New York le vendite prevalgono anche sulle altre piazze del vecchio continente con Londra a +0,18%, Parigi che cede lo 0,69% e Francoforte che termina a -1,11%.

BENE SNAM ED ENI, AFFONDA BANCO POPOLARE – Il rialzo delle quotazioni del petrolio e del gas naturale sostiene titoli come Snam ed Eni (che sfrutta anche l’outperform con un  target price di 15,5 euro per azione emesso ieri dal Credit Suisse). Bene anche Prysmian e Tenaris, mentre crolla il Banco Popolare (-14,19%): secondo alcune voci l’istituto, assieme a Bpm, avrebbe ricevuto una lettera dalla Bce sulle condizioni da rispettare per ottenere il via libera alla fusione, tra le quali vi sarebbe quell’aumento di capitale che per i capi delle due banche farebbe saltare il progetto. Deboli anche Bper, Mediobanca e la stessa Bpm, tutte in calo di oltre 5 punti a testa.

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