Bpm-Banco Popolare: via libera dai board, ma il mercato resta perplesso

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 24 Marzo 2016 | 11:02
Bpm e Banco Popolare approvano la fusione da cui nascerà la terza maggiore banca italiana. Ma al mercato l’operazione continua a non convincere fino in fondo e i titoli perdono quota

I BOARD APPROVANO FUSIONE – Riflettori puntati a Piazza Affari su Bpm e Banco Popolare dopo che ieri i board delle due banche hanno dato il loro via libera alla fusione (che andrà approvata entro il prossimo 1 novembre) che porterà alla nascita della terza maggiore banca italiana, nella quale gli attuali azionisti di Bpm avranno il 46% del capitale e quelli di Banco Popolare il 54%.

SINERGIE PER 1,9 MILIARDI COMPLESSIVI – Propedeutiche alla fusione, da cui le due banche si attendono sinergie ante imposte per 365 milioni di euro a regime nel 2018 (di cui 290 milioni sinergie di costo e 75 milioni sinergie di ricavi), pari ad un valore attuale di 1,9 miliardi di euro al netto di imposte e oneri di integrazione una tantum (stimati pari al 150% delle sinergie di costo), sono previsti un aumento di capitale di 1 miliardo di euro per Banco Popolare e lo scorporo e il conferimento a una nuova banca controllata dal soggetto che nascerà dalla fusione della rete di sportelli di Bpm e del Banco Popolare situati in provincie storiche di Bpm.

NUOVO GRUPPO AVRA’ CET1 RATIO AL 13,6% – Il nuovo gruppo avrà una capitalizzazione di borsa di circa 5,5 miliardi di euro ante ricapitalizzazione, 4 milioni di clienti e 2.500 filiali, oltre 25 mila dipendenti, un totale attivo superiore ai 171 miliardi, una raccolta diretta di 120 miliardi a fronte di 113 miliardi di impieghi, una raccolta indiretta di 105 miliardi di cui 56 miliardi di risparmio gestito, un Cet1 pro-forma fully loaded stimato pari al 13,6% e phased-in al 13,7% prima di ogni intervento di ottimizzazione.

CASTAGNA AD, FRATTA PASINI PRESIDENTE – A guidare come amministratore delegato il nuovo gruppo sarà Giuseppe Castagna, attuale numero uno di Bpm, mentre il presidente sarà Carlo Fratta Pasini, attuale presidente di Banco Popolare. Pierfrancesco Saviotti, attuale amministratore delegato di Banco Popolare, sarà presidente del comitato esecutivo. Il Ca sarà composto per i primi 3 anni da 19 membri, per poi scendere a 15 consiglieri; sarà previsto un meccanismo statutario per dare rappresentanza in consiglio anche ai dipendenti.

ACCELERARE RECUPERO E DISMISSIONE NPE – Uno dei primi compiti di Castagna sarà la creazione di un’unità organizzativa dedicata alla valorizzazione e gestione delle Npe (Non performing exposure) che farà capo direttamente allo stesso Castagna, attraverso cui massimizzare efficienza, velocità di recupero e ammontare delle future cessioni. Tutte le richieste Bce paiono dunque essere state rispettate, ma gli investitori non sembrano entusiasti, giudicando la governante confusa e le sinergie modeste rispetto alla richiesta di nuovi capitali, così a Piazza Affari Bpm perde per il momento il 3,52% a 65,88 centesimi di euro per azione, mentre Banco Popolare oscilla sul -3,37% a 7,035 euro per azione.

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