Il settore bancario italiano resta debole

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di Luca Spoldi 31 Marzo 2016 | 10:49
Sulle banche italiane continua a pesare l’incertezza sui tempi e sui costi delle operazioni di ricapitalizzazione, pure necessarie stante la difficoltà a cedere crediti in sofferenza

BANCHE ITALIANE SOTTO PRESSIONE – A pesare sul comparto è l’incertezza riguardo la tempistica e la portata delle prossime operazioni di ricapitalizzazioni oltre che delle future aggregazioni. Se per Banca popolare di Vicenza circola voce che Unicredit sia tentata dal tirarsi indietro dal ruolo di capofila del consorzio di garanzia per l’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro (che alcune voci vorrebbero poter dover essere aumentato a 2 miliardi), per Veneto Banca finora Intesa Sanpaolo ha confermato l’intenzione di guidare l’operazione (pure da 1,5 miliardi), lasciando però intendere che deve ancora essere valutato il momento più opportuno per lanciarla.

IL PROBLEMA DELLE SOFFERENZE – Sullo sfondo resta inalterata la difficoltà che il sistema bancario italiano attraverso a causa del peso delle sofferenze su credito presenti nei bilanci della maggior parte degli istituti. Sofferenze che mediamente vengono rilevate per il 15%-20% del valore nominale, a fronte di coperture che a livello medio di sistema non superano il 60%. Molti istituti dovranno dunque prepararsi a procedere a ulteriori svalutazioni, erodendo capitali e trovandosi così nella condizione di poter dovere chiedere altri soldi al mercato, o avviare dismissioni di asset non strategici dagli esiti incerti in termini di valutazioni e tempi.

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