Unicredit corre dopo essersi tolto il peso dell’aumento BpVi

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 20 Aprile 2016 | 18:16
Dopo la sigla dell’accordo di sub-underwriting col fondo Atlante, il Ceo di Unicredit è “altamente fiducioso” sul fatto che l’aumento di BpVi avrà un esito positivo

GHIZZONI FIDUCIOSO SU AUMENTO BPVI – Dopo l’accordo di sub-underwriting sottoscritto con Quaestio Sgr in nome e per conto del costituendo fondo Atlante, il top management di Unicredit tira il fiato in vista del prossimo lancio dell’aumento di capitale di Banca popolar di Vicenza (BpVi). In particolare il Ceo Federico Ghizzoni si è detto oggi “altamente fiducioso” che l’operazione si concluda positivamente. Dopo i commenti di Ghizzoni il titolo si avvicina a chiudere la giornata a 3,444 euro per azione (+4,36%), con poco meno di 68 milioni di pezzi passati di mano.

DAL PRE-MARKETING NESSUNA INDICAZIONE – Come noto Atlante rileverà tutto l’inoptato dell’aumento da 1,76 miliardi di euro massimi, per 1,5 miliardi di euro garantito da Unicredit, a patto che il prezzo non superi la soglia di 10 centesimi per ogni nuova azione, minimo dell’ampia “forchetta indicativa” (0,1-3 euro). Proprio l’ampiezza di tale range ha fatto storcere il naso a molti analisti, ma BpVi ha da subito precisato che l’ampiezza era dovuta al fatto che il pre-marketing non ha fornito indicazioni di interesse tali da consentire la determinazione di un più specifico intervallo di prezzo come da normale prassi di mercato. Un segnale che è spia dell’elevata incertezza che circonda l’operazione, nonostante le rassicurazioni giunte da Ghizzoni.

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