T. Rowe Price: cosa cambia per i bond europei con gli interventi di Draghi

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Andrea Telara di Andrea Telara 5 Maggio 2016 | 09:41
A giugno la Banca Centrale Europea inizierà gli acquisti di obbligazioni corporate. Ecco gli scenari all’orizzonte secondo il gestore David Stanley

LA BCE CONDIZIONA IL MERCATO – Essere selettivi negli acquisti di corporate bond europei, le obbligazioni emesse da società private del Vecchio Continente. E’ il consiglio che arriva da David Stanley, gestore del fondo Euro Corporate Bond di T. Rowe Price, che invita a guardare soprattutto ai fondamentali delle aziende emittenti. La settimana scorsa la Banca Centrale Europea (Bce) ha fornito maggiori dettagli sul programma di acquisto di corporate bond che inizierà a giugno”, scrive Stanley in un commento, “ma, ancora prima dell’inizio degli acquisti previsti per giugno, sono già emerse distorsioni e sono stati sollevati timori circa le conseguenze di lungo periodo di questi interventi”. Sul mercato obbligazionario, sottolinea infatti il gestore, ci sarà presto un grosso acquirente di titoli corporate che è del tutto insensibile all’andamento dei prezzi.

OCCHIO AI FONDAMENTALI – Da quando la Bce ha annunciato a marzo l’intenzione di includere i bond corporate nei suoi piani di acquisto mensili dei titoli, le obbligazioni societarie hanno registrato un rally eccezionale. “Anche se non sappiamo ancora quanti titoli comprerà la Banca Centrale, ci sono maggiori dettagli sui suoi interventi. La portata è maggiore di quanto stimato inizialmente e copre un range di scadenze molto ampio, dai sei mesi ai 30 anni”, aggiunge ancora Stanley. Le dimensioni superiori al previsto hanno dato una una nuova spinta al rally dei corporate bond, anche se contemporaneamente stanno creando delle sfide e dei rischi. Secondo il gestore di T. Rowe Price, la Bce offre un forte supporto tecnico alle obbligazioni societarie, ma gli investitori devono stare comunque in guardia, focalizzandosi appunto sui fondamentali delle aziende ed essendo selettivi nelle scelte. Secondo Stanley queste dinamiche di mercato e questi fattori di rischio creano comunque delle opportunità per i gestori dei fondi, che possono decidere di esporsi ad alcuni credit default swap (cds) piuttosto che ai bond. Inoltre, c’è una strategia vincente potrebbe essere quella di porsi una prospettiva di lungo periodo e aumentare l’esposizione ai corporate bond denominati in euro ma domiciliati fuori dall’Eurozona, che offrono dei differenziali di rendimento (spread) più alti.

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