Il rialzo del petrolio preoccupa il comparto dello shipping

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di Luca Spoldi 26 Maggio 2016 | 09:05
Meglio stare alla larga dai titoli del trasporto marittimo: mentre è in atto un programma di rinnovo e ampliamento delle flotte, il rialzo del petrolio potrebbe pesare sugli utili

IL RIALZO DEL PETROLIO NON FA FELICI TUTTI – Col petrolio nuovamente attorno ai 50 dollari al barile i produttori iniziano a tirare un sospiro di sollievo, mentre aziende specializzate nella realizzazione di impianti di estrazione e in oleodotti incrociano le dita sperando in una graduale ripresa degli investimenti. Ma se per alcuni il rialzo dei prezzi del greggio è come la luce in fondo a un tunnel, per gli armatori proprietari di flotte addette al trasporto del greggio è una novità tutt’altro che benvenuta.

ARMATORI IN MEZZO AL GUADO – Spinti da una sovrabbondanza di produzione rispetto alla capacità di trasporto via mare, gli armatori hanno iniziato ad ordinare nuove navi a partire da metà 2014, approfittando di uno scenario particolarmente favorevole dato da costi del carburante in calo e noli in crescita. Ora anche se da qui alla fine del prossimo anno la produzione mondiale dovrebbe aumentare di altri 445 milioni di barili al giorno rispetto alla fine del 2015, i nuovi vascelli incrementeranno di 1,5 miliardi di barili all’anno la capacità di trasporto. Così mentre i prezzi del carburante, di gran lunga la principale voce di costo per un armatore, tornano a salire, in molti prevedono un nuovo calo dei noli dovuto all’aumentata offerta di trasporto.

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