Spagna, l’euroscetticismo non sfonda

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di Luca Spoldi 27 Giugno 2016 | 11:11
Si arresta l’onda lunga di Podemos e il centro destra rafforza la sua posizione di primo partito in Spagna aumentando i seggi in parlamento. Si va verso governo di minoranza?

LA SPAGNA NON SEGUE L’ESEMPIO BRITANNICO – Commentando i risultati delle elezioni politiche spagnole di ieri gli analisti di Credit Suisse stamane notano come la vittoria del centro-destra che aumenta i seggi dai 123 di dicembre a 137 mentre la coalizione Podemos-Unidos non migliora in termini di seggi e perde voti, col Psoe che si conferma secondo partito, migliori lo scenario per il rischio-Spagna, come dimostra anche la reazione positiva dei Bonos decennali in apertura di giornata stamane. Le elezioni spagnole dimostrano anche che il momentum favorevole ai gruppi estremisti ed euroscettici stia calando, con un recupero di attrazione da parte dei partiti tradizionali e pro-euro.

ORA L’ATTENZIONE SI SPOSTA SUL REFERENDUM ITALIANO – La Brexit potrebbe agire da catalizzatore contro l’euroscetticismo ma per avere una conferma di ciò occorrerà secondo gli esperti attendere il referendum italiano di ottobre e vedere se il Movimento 5 Stelle, finora schierato sul fronte euroscettico, sosterrà ora posizioni più caute. Tornando alla situazione spagnola, il quadro resta incerto anche se vi sarebbe la possibilità che nei prossimi mesi si arrivi ad un governo di centro-destra di minoranza, a cui il Psoe potrebbe offrire il proprio appoggi esterno in cambio di un passo indietro dell’attuale premier, Mariano Rajoy.

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