Oliver Wyman, frenata in vista per il settore del wealth management

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di Chiara Merico 21 Luglio 2016 | 09:31
Secondo il report realizzato da Oliver Wyman in collaborazione con Deutsche Bank ci si aspetta un rallentamento della crescita, un aumento dei costi e maggiori pressioni sulle fees.

VALUTAZIONI ALTE – Le valutazioni del settore del wealth management sono ai livelli più alti dall’inizio della crisi finanziaria, soprattutto grazie al contributo portato dall’attività creditizia. E’ quanto emerge dal report realizzato da Oliver Wyman in collaborazione con Deutsche Bank, il primo di una serie di approfondimenti che saranno pubblicati ogni anno per fornire una serie di insight e previsioni sull’andamento dell’industria. Oliver Wyman si aspetta tuttavia un rallentamento della crescita, un aumento dei costi e maggiori pressioni sulle fees. La competizione è infatti sempre più serrata. Nei prossimi cinque anni, la profittabilità di un terzo dell’industria potrebbe essere a rischio. I wealth manager si devono quindi prendere in considerazione una serie di misure strategiche e tattiche per non farsi cogliere impreparati da questa sfida – si può dire che debbano correre più velocemente per restare fermi e mantenere la posizione acquisita. Con lo spostamento degli asset verso prodotti a gestione passiva, a vincere saranno quei player in grado di puntare su asset non bancabili in grado di generare valore. Christian Edelmann, responsabile globale della practice Wealth and Asset Management di Oliver Wyman, commenta: “I fattori che hanno determinato la crescita del settore negli ultimi anni stanno cambiando, e i player di mercato devono intervenire sui costi e sviluppare nuove strategie per relazionarsi con la clientela in modo da mantenere la redditività”.

RALLENTAMENTO DEGLI AUM – Dal report emerge che è atteso un rallentamento della crescita dei patrimoni in gestione (AUM) che, anche a causa di rendimenti più bassi, dovrebbe passare dal 7% annuo dell’ultimo quinquennio al 5% annuo entro il 2020. La maggiore richiesta di trasparenza, l’emergere di nuovi competitor e lo spostamento verso prodotti a gestione passiva potrebbero mettere sotto pressione le fees. Per mantenere gli attuali ricavi il settore dovrà ridisegnare il proprio modello di offerta verso la clientela high-net worth e puntare sulla digitalizzazione. Dovranno essere trovate nuove forme di creazione di valore come ad esempio piattaforme che consentano un accesso diretto agli investimenti immobiliari. L’acquisizione di nuovi clienti e la gestione dei rischi giocheranno un ruolo chiave, in particolare in merito ai passaggi di ricchezza fra diverse generazioni. I gestori di grandi patrimoni dovrebbero infine puntare sugli aspetti filantropici offrendo servizi di supporto anche alle attività charity, seguendo il trend che vede sempre più una professionalizzazione di questi servizi

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