Mps, il piano Passera è già carta straccia?

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di Luca Spoldi 29 Luglio 2016 | 14:53
Il piano presentato da Corrado Passera col sostegno di Ubs per una parziale conversione di bond subordinati e un aumento di capitale di Mps sarebbe già stato respinto dal Cda senese

MPS DICE NO A PASSERA – Il “piano B” di Corrado Passera, ex numero uno di Intesa Sanpaolo ed ex ministro per lo Sviluppo economico sotto il governo Monti, appoggiato da Ubs e, secondo indiscrezioni, da una cordata di fondi di private equity esteri sarebbe già stato respinto dal Cda di Mps, che oscilla a +1,6% in borsa e per le 20.00 ha indetto una conference call per commentare i risultati trimestrali e il piano di ristrutturazione e rafforzamento del capitale che sarà varato sempre oggi, a poche ore dalla diffusione dei risultati degli stress test Eba che il mercato sembra dara per scontato non saranno superati dalla banca senese.

CONVERSIONE PARZIALE BOND SUBORDINATI – Secondo indiscrezioni rilanciate dalla stampa italiana senza citare le fonti, il piano di Corrado Passera si sarebbe basato sulla conversione parziale delle obbligazioni subordinate in azioni e sul lancio di un aumento di capitale da 3 miliardi. No comment da parte di Sergio Ermiotti, numero uno di Ubs, che ai giornalisti che chiedevano conferme del piano ha risposto: “non commentiamo le attività dei nostri clienti o specifiche transazioni”.

5 MILIARDI PER IL PIANO BASE – Il piano “base” di Mps, elaborato con l’assistenza di Jp Morgan, prevederebbe un aumento da 5 miliardi a copertura delle perdite derivanti dalla cessione (al fondo Atlante 2) di Npl che potrebbero essere comprati attorno al 30% del valore lordo di libro, ben superiore al 20% medio registrato nelle più recenti transazioni di mercato. Il governo italiano starebbe contrattando fino all’ultimo con la Commissione Ue la possibilità di partecipare in qualche misura all’operazione così da ridurre le perdite per Mps.

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