Axa valuta che fare del progetto immobiliare di Londra

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 30 Agosto 2016 | 15:10
Axa valuterà con gli altri coinvestitori se procedere alla costruzione della più alta torre di Londra a 22 Bishopgate, riviare l’avvio dei lavori o cedere il progetto, causa la Brexit

LONDRA, AXA VALUTA CHE FARE DOPO LA BREXIT – Axa Investment Managers Real Assets, finora alla guida di un consorzio di investitori internazionali pronti a realizzare la più alta torre di Londra al numero 22 di Bishopsgate, avrebbe intenzione di consultarsi con gli altri soggetti coinvolti nel progetto (il fondo di Singapore, Temasek Holdings, il canadese Public Sector Pension Investment Board e British Columbia Investment Management) proponendo tre soluzioni alternative, secondo quanto riferisce Bloomberg citando una fonte a conoscenza del caso che ha chiesto di rimanere anonima perché le trattative sono private.

LA TORRE PIU’ ALTA DI LONDRA VEDRA’ MAI LA LUCE? – Gli investitori dovranno decidere se confermare i piani di investimento che prevedono l’avvio dei lavori entro l’anno, rinviare il progetto stesso o venderlo, dopo che la Gran Bretagna si è espressa a favore della Brexit nel referendum del 23 giugno scorso. Il mercato immobiliare commerciale appare del resto essere entrato in recessione a luglio, col valore degli uffici in centro Londra in calo del 3,6% secondo quanto ha segnalato Msci Inc. Axa Investment Managers Real Assets aveva comprato lo scorso anno il sito dove avrebbe già dovuto sorgere il grattacielo Pinnacle, la cui costruzione era stata stoppata nel 2012.

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