Fiat Chrysler Automobiles soffre in borsa, ancora bene i finanziari

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di Luca Spoldi 1 Settembre 2016 | 16:08
La borsa di Milano sciupa tutto sul finale, nonostante i rialzi del comparto finanziario, complici i dati macro Usa e il calo del greggio. Tra le blue chip soffre Fca, bene Unicredit

MILANO AZZERA GUADAGNO SUL FINALE – Il deludente dato sull’Ism manifatturiero negli Stati Uniti, calato in agosto sotto la soglia dei 50 punti che separa le fasi di espansione da quelle di contrazione dell’attività, e il parallelo calo del greggio sotto i 44 dollari al barile fiacca le borse europee dopo una mattinata positiva. Non fa eccezione la borsa di Milano, dove l’indice Ftse Mib brucia tutto il rialzo visto fino all’apertura di Wall Street (che ora oscilla in rosso di poco meno di mezzo punto dopo un’apertura in modesto rialzo) e chiude a -0,12%, avendo nuovamente fallito l’attacco a quota 17 mila, superata in mattinata, col Ftse Italia All-Share a -0,07% e il Ftse Italia Star che perde lo 0,22%.

FINANZIARI IN LUCE, FCA SOFFRE – Tra le blue chip della borsa di Milano si mettono comunque in luce i finanziari, con Unicredit, Bper, Banca Medioloanum, Azimut, FinecoBank e Generali tutti sopra il punto percentuale di guadagno, al pari di A2A. Finale in deciso calo, invece, per Fiat Chrysler Automobiles (-2,7%) che soffre l’invio di una richiesta formale da parte del governo tedesco alla Commissione Ue per accertare “irregolarità” che sarebbero emerse nell’ambito dell’inchiesta Dieselgate e non riesce a trarre beneficio dai buoni numeri delle immatricolazioni negli Usa in agosto (+3% a 196.756 immatricolazioni, trainate dal marchio Jeep, superando come già a luglio le vendite di Ford e General Motors).

DOMANDA BOOM PER IL BOND SAIPEM – Positiva in mattinata, gira in rosso nel pomeriggio anche Saipem (-0,58% a fine giornata), che oggi ha emesso il suo primo bond per un controvalore complessivo di 1 miliardo di euro, ampiamente superiore ai target della società (750 milioni di euro) a fronte di una domanda “boom”, pari a 6 miliardi complessivi. Sono così state emesse due tranche da 500 milioni di euro l’una, la prima con scadenza a 4 anni e mezzo che dovrebbe offrire un rendimento del 3% (stamane si era parlato di un 3,5% – 3,625% poi rivisto in area 3,25%), la seconda di durata settennale del 3,75% (in questo caso dopo una prima indicazione a 4,25% – 4,375% poi ridotta in area 4%). I proventi di questa e di prossime emissioni verranno come noto destinati “prioritariamente” al rimborso della linea “Bridge to Bond” da 1,6 miliardi sottoscritta il 10 dicembre 2015 ed in scadenza il primo luglio 2017, salvo proroga.

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