Piazza Affari soffre il dato del Pil, ma Bpm e Banco Popolare continuano la corsa

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 2 Settembre 2016 | 09:08
Nonostante le speranze di Renzi, l’Istat conferma la variazione nulla del Pil nel secondo trimestre raffreddando gli indici di Milano. Salgono Bpm e Banco Popolare, giù Stm e Fca

ISTAT CONFERMA DATI PIL SECONDO TRIMESTRE – Nonostante gli auspici del premier italiano Matteo Renzi, Istat non muta di una virgola il dato sull’andamento del Pil nel secondo trimestre, che registra così anche nel dato definitivo una crescita nulla rispetto al trimestre precedente. A compensare un lieve miglioramento nel fatturato dei servizi, cui aveva fatto riferimento anche il ministero dell’Economia e finanze, vi sono state altre componenti, quali in particolare credito e assicurazioni, che si sono mosse in direzione opposta, come precisa lo stesso Istat.

I DATI RAFFREDDANO PIAZZA AFFARI – Su base annua il Pil risulta peraltro in crescita dello 0,8% anziché dello 0,7% come inizialmente stimato. In questo modo anche la variazione acquisita per il 2016 sale a +0,7% rispetto al +0,6% precedente, mantenendosi tuttavia al di sotto dell’1% stimato dal governo per l’interno 2016 ancora mercoledì scorso. Per centrare l’obiettivo servirebbe dunque una accelerazione della crescita nel secondo semestre dell’anno almeno attorno all’1,2%-1,4%. Uno scenario che finisce col raffreddare gli indici di Piazza Affari che dopo una partenza in moderato rialzo che aveva riportato il Ftse Mib sopra quota 17 mila, tornano a oscillare attorno ai livelli di ieri sera.

BENE BPM E BANCO POPOLARE, CADE STM – Il Ftse Mib segna infatti -0,14% tornando sui 16.900 punti circa, il Ftse Italia All-Share è indicato a -0,08% e il Ftse Italia Star resta a +0,01%. Tra le blue chip prolungano la corsa Banco Popolare e Bpm, che assieme a Recordati e Intesa Sanpaolo oscillano sul punto di guadagno. In deciso calo Stmicroelectronics (-3,66%) dopo che Bank of America Merril Lynch ha tagliato il rating sul titolo a “underperform” (farà peggio del mercato) dal precedente “neutral”. Ancora in rosso anche Buzzi Unicem (-2,1%) e Fiat Chrysler Automobiles (-1,66%), oltre a Bper e Unipol, che perdono poco meno dell’1,5% a testa.

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