Seduta rialzista per Wall Street, bene anche oro, petrolio e bond

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di Luca Spoldi 22 Settembre 2016 | 15:13
Wall Street prosegue il rally dopo la decisione della Federal Reserve di rinviare il rialzo sui tassi. Cala il dollaro, bene oro e petrolio, mentre ritornano acquisti anche sui bond

WALL STREET CONTINUA A CORRERE – Wall Street ha ancora benzina nel motore per proseguire la sua corsa dopo la chiusura positiva di ieri legata allo slittamento di ogni decisione sui tassi da parte della Federal Reserve, decisione attesa ma che consente al listino americano di avere altri tre mesi di tempo per vedere se gli utili aziendali saliranno abbastanza da non temere un ritocco del costo del denaro che dovrebbe comunque non essere superiore al quarto di punto, per lasciare poi spazio nel 2017 ad uno o due ulteriori rialzi (comunque nel complesso una manovra ancora inferiore a quella inizialmente prevista per il 2016, di quattro ritocchi da un quarto di punto l’uno).

CALO DOLLARO SOSTIENE ORO E PETROLIO, – Così dopo un’ora e mezza di scambi il Dow Jones segna +0,74%, l’S&P500 guadagna lo 0,73% e il Nasdaq sale dello 0,59%, con titoli come GoPro, American Airlines, Fitbit e Alibaba tra i migliori. Il rinvio di un rialzo dei tassi indebolisce il dollaro e per questo dà ulteriore forza all’oro, che guadagna altri 10 dollari e tocca i 1.341 dollari l’oncia, mentre l’argento sale di 28 centesimi in area 20,05 dollari l’oncia. Per lo stesso motivo il petrolio oggi risale sopra i 46 dollari e oscilla al momento a 46,24 dollari al barile (90 centesimi sopra il precedente fixing).

RITORNA QUALCHE ACQUISTO ANCHE SUI BOND – Quanto ai T-bond, ieri prudenti, oggi si notano nuovi acquisti, col rendimento sul decennale che ridiscende sull’1,62% e quello sul trentennale che scivola in area 2,34%; in entrambi i casi siamo ancora una decina di punti base circa sopra i livelli di un mese fa, ma tra lo 0,5% e lo 0,6% in meno rispetto ai rendimenti che i due benchmark pagavano un anno or sono. Al confronto i Fed Funds Rate oscillano sullo 0,4% dopo che il tasso ufficiale è stato confermato nel range 0,25%-0,5%, contro lo 0,13% a cui si trovava 12 mesi fa, prima che la Fed alzasse da 0-0,25% ad appunto 0,25%-0,5% la banda d’oscillazione nella riunione del 16 dicembre.

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