Azimut Capital Mgmt, i consulenti al centro

A
A
A
Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 5 Ottobre 2016 | 06:34
L’a.d. Martini: un solo brand e 2.000 professionisti per integrare al meglio advisor e gestori.
Lo scorso primo ottobre è partita la nuova società Azimut Capital Management (leggi qui). Ne parliamo con Paolo Martini (nella foto),  co-direttore generale di Azimut Holding e amministratore delegato di Azimut Capital Management.
Cosa farà la newco?
E’ la nuova società che, insieme ad Azimut Financial Insurance, integra anche formalmente le due anime del gruppo di consulenti e gestori. Da oggi siano ancora più uniti. Quasi 2.000 persone tra consulenti, gestori e dipendenti in un modello nuovo per il mercato italiano, motore di un gruppo che negli ultimi 5 anni è passato da 16,5 miliardi di euro a 41 miliardi di asset totali.
Perché questa nuova società?
Era fondamentale, dal lato degli azionisti, poter liberare il capitale per completare il pagamento del dividendo e poter eventualmente investire la nostra liquidità di circa 300 milioni in operazioni straordinarie. Viviamo poi in un contesto internazionale ed era importante allineare il nostro modello ad alcune best practice estere che consideriamo i nostri veri competitors.
Quali vantaggi vi aspettate da questa riorganizzazione?
Saremo ancora più rapidi e tempestivi per capire le evoluzioni delle richieste della clientela ed innovare lato nuovi prodotti e nuovi servizi. Mettiamo ancora di più al centro del modello i consulenti finanziari, che sono anche azionisti, rafforzando il nostro Dna che in questi anni ha prodotto tante novità sul mercato sia sul lato dei fondi (ad esempio i fondi Renminbi, Hybrid bonds e Arbitrage), sia sul lato delle gestioni patrimoniali con la piattaforma multiteam di gestione e multibanca depositaria o ancora il nostro servizio di consulenza a pagamento o al mondo assicurativo (che pesa per 7 miliardi). Senza considerare poi tutto il lavoro fatto nel wealth planning, anche con la recente acquisizione del 30% di Cofircont Fiduciaria, e gli investimenti sulle imprese con il progetto Libera Impresa.
Ci saranno dei cambiamenti a livello distribuzione?
Negli anni passati siamo cresciuti anche grazie ai diversi brand commerciali. Da oggi mettiamo un po’ d’ordine e siamo tutti sotto la stessa casacca con lo stesso colore. Al momento non sono previsti cambiamenti organizzativi sostanziali anche perché stiamo raccogliendo da inizio anno quasi 3 miliardi di euro solo in Italia. Abbiamo tre linee di business ben definite: reti, wealth management e istituzionali – oltre a un progetto Azimut Global Advisor dedicato alla consulenza a pagamento su piattaforma Ubs – per raggiungere gli obiettivi del piano industriale che prevede di arrivare a 50 miliardi di masse totali e 300 milioni di utile netto a fine 2019. Inoltre stiamo investendo in modo deciso sui manager oltre a selezionare sul mercato nuove figure professionali, sia per la rete sia per il wealth management.
In generale ci saranno cambiamenti anche per l’intero settore della consulenza…
Mifid II, la tecnologia, i cambiamenti del settore bancario e il ricambio generazionale della clientela disegneranno nuove regole per il mercato della consulenza in Italia. La partita si giocherà tutta sulla qualità del servizio di consulenza offerto e sulle competenze del professionista.
Quale sarà l’identikit del consulente di Azimut Capital Management?
Un professionista libero e ascoltato che opera in una realtà indipendente, con una visione fortemente internazionale, che può contare su una piattaforma aperta di prodotti e servizi unica nel suo genere in Italia e su una solida fabbrica gestionale alle spalle che lo aiuta a rapportarsi col cliente e comunica in modo chiaro e tempestivo.
Come sarà la governance della società di cui sarà amministratore delegato?
Alessandro Capeccia, che sarà co-amministratore delegato, è un grande professionista e un gestore con una lunga storia di performance e innovazione di prodotto alle spalle. Silvano Bramati è co-direttore commerciale e il direttore rete da sempre punto di riferimento di moltissimi colleghi e poi ci sono tutte le strutture che operano per l’intero gruppo in perfetta sintonia. Anche in futuro la società sarà sempre basata sulla condivisione di idee e progetti perché, come dico spesso, il nostro è un unico management team fatto di 2.000 persone in costante crescita, sia come numeri sia come offerta.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X