Borse europee prudenti, occhi puntati su dati macro Usa e Deutsche Bank

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 7 Ottobre 2016 | 11:11
Borse europee in calo, fatto salvo Londra, in attesa del dato dei non farm payroll Usa di settembre. Occhi sempre puntati su Deutsche Bank, i grandi soci valutano possibili aumenti

EUROPA SOTTOTONO IN ATTESA DEI DATI USA – Mattinata che registra cali diffusi sui principali listini azionari europei, dove gli investitori sembrano intenzionati a non aprire nuove scommesse in vista del weekend e di alcuni dati macro, in particolare il numero dei “non farm payroll” (posti di lavoro non agricoli) Usa di settembre che saranno diffusi  nel primo pomeriggio. Così al momento Londra segna +0,86%, mentre Parigi perde lo 0,55%, Francoforte è in rosso dello 0,75%, Madrid arretra dell’1,01% e Piazza Affari, dopo essere tornata in positivo nel corso della mattinata, cala nuovamente dello 0,54%.

BENE E.ON, REGGONO I FINANZIARI – Tra le blue chip dell’Eurostoxx50 (in calo dello 0,56% a sua volta) tengono i finanziari con Allianz, Axa, Paribas, Deutsche Bank, ma anche Unicredit e Societe Generale in modesto rialzo. Meglio di tutti, dopo un avvio prudente, fa il titolo e.On, in rialzo del 2,37%. Perdono invece oltre un punto a testa Airbus Group, Asml Holding, Bmw, Danone, Carrefour, Daimler, Enel, Engie, Inditex, Orange, Philips,Telefonica e Volkswagen. I cali più consistenti, attorno o sopra il 2%, appartengono però a Unibail-Rodamco, Saint-Gobain e Nokia.

DEUTSCHE BANK, GRANDI SOCI VALUTANO AUMENTO? – Nel frattempo tengono banco le voci: per quanto riguarda Deutsche Bank, in particolare, i fondi che fanno capo alla famiglia dell’ex primo ministro del Qatar, Hamad bin Jassim al-Thani (che avevano acquistato un primo 6,1% a metà 2014 per poi incrementare gradualmente la quota fino ad arrivare poco sotto il 10%, opzioni incluse, lo scorso luglio) starebbero valutando se partecipare a un aumento di capitale per mantenere stabile la quota, secondo quanto riferisce Reuters citando fonti vicine alla vicenda.  Anche il Government pension fund norvegese, azionista al 3% dell’istituto, ha confermato di seguire “con attenzione” la vicenda, ma non ha voluto commentare l’intenzione o meno a partecipare a eventuali aumenti di capitale.

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