Caos Spesometro, il termine slitta al 5 ottobre

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di Maria Paulucci 26 Settembre 2017 | 09:10
Il servizio web “Fatture e Corrispettivi”, temporaneamente sospeso dalla serata del 22 settembre, sarà di nuovo disponibile entro oggi.

Novità “Spesometro”: riparte da martedì 26 settembre il servizio web e scatta l’ulteriore proroga al 5 ottobre per l’invio delle comunicazioni. L’Agenzia delle Entrate ha comunicato infatti che il servizio web “Fatture e Corrispettivi”, temporaneamente sospeso dalla serata del 22 settembre, sarà nuovamente disponibile agli utenti entro oggi, martedì 26, a valle di alcuni interventi correttivi effettuati da Sogei, con l’eccezione di alcune funzionalità su cui si sta intervenendo.

Inoltre, in considerazione dei disagi sopravvenuti, con provvedimento del direttore di Agenzia delle Entrate saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre. Gli uffici dell’Agenzia, laddove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.

Il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva già posticipato dal 16 al 28 settembre 2017 il termine per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017. La comunicazione dei dati delle fatture emesse, ricevute e registrate (comprese le bollette doganali), nonché delle relative note di variazione, ricorda Fiscooggi.it, rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, è stata introdotta dal dl 193/2016, che ha modificato il previgente obbligo di trasmissione dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva (“Spesometro”), razionalizzando una serie di adempimenti comunicativi verso l’Agenzia delle Entrate.

Per ogni fattura vanno comunicati i dati identificativi del cedente/prestatore, i dati identificativi del cessionario/committente, la data del documento, la data di registrazione (per le sole fatture ricevute e le relative note di variazione), il numero del documento, la base imponibile, l’aliquota Iva applicata e l’imposta (ovvero, se l’operazione non comporta l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione).

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