Inflazione all’1% in Gran Bretagna, Carney per ora non cambia strategia

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 18 Ottobre 2016 | 10:26
L’inflazione sale all’1% a settembre in Gran Bretagna. Colpa della sterlina caduta del 18% dopo il sì alla Brexit, ma la BoE non cambia idea e il mese prossimo potrebbe limare i tassi

INFLAZIONE ALL’1% IN GRAN BRETAGNA – L’inflazione in Gran Bretagna è risalita all’1% annuo a settembre, il massimo dal novembre 2014, rispetto allo 0,6% annuo segnato a fine agosto. L’inflazione “core” è a sua volta in risalita all’1,5% annuo, il valore massimo da due anni in qua, contro attese di consensus pari all’1,4%. Secondo National Statistics non vi sarebbero segnali espliciti che l’indebolimento della sterlina (calata del 18% da fine giugno) abbia pesato sui prezzi al consumo, ma ve ne sono del fatto che stia iniziando a impattare sui prezzi alle importazioni.

CARNEY PER ORA RESTA TRANQUILLO – La Bank of England aveva del resto già avvertito che l’indebolimento della sterlina avrebbe potuto spingere l’inflazione sopra al livello obiettivo di un 2% annuo. Peraltro il governatore Mark Carney ha già fatto sapere che non avrà difficoltà ad accettare una modesta accelerazione dei prezzi fino a quando questo sarà necessario a supportare la ripresa economica. L’attesa del mercato rimane pertanto per un ulteriore limatura dei tassi ufficiali sulla sterlina allo 0,1% il mese prossimo.

ATTESA UNA ULTERIORE CRESCITA DEI PREZZI – Alcuni analisti avvertono però che visto che l’inflazione tende a scaricarsi sulle paghe con un certo ritardo, ci si deve attendere ulteriori ritocchi all’insù del tasso di crescita annua dei prezzi al consumo e che dunque le attese al riguardo resteranno improntate al rialzo. Un sentiero di crescita che presto o tardi potrebbe porre la Bank of England di fronte al dilemma se continuare a sostenere l’economia per prevenire una brusca frenata legata alla Brexit o se irrigidire nuovamente la politica monetaria per evitare una fiammata inflazionistica troppo accentuata.

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