Vicenda Portugal Telecom – Oi Brazil, svolta in arrivo per gli obbligazionisti

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E’ stato approvato dai creditori un piano nell’ambito della procedure di “Recuperacao Judicial”. I possessori dei bond a breve potranno presentare domanda per l’insinuazione del proprio credito al passivo. Ecco come.

Marco Muffato di Marco Muffato2 febbraio 2018 | 08:59

Domanda. Ci sono stati sviluppi nella procedura che riguarda i bond Portugal Telecom? Ho notato che i prezzi fuori mercato sono andati verso quota 40 circa dai precedenti 30. Si muove qualcosa?

P.S., Bologna

Risposta. In effetti si è mosso qualcosa. Nello specifico è stato appena approvato dai creditori un Piano di Riorganizzazione Giudiziale (Judicial Reorganization Pla”) nell’ambito della procedura di “Recuperacao Judicial” (concordato in continuità) in corso presso la Settima Corte del distretto di Rio de Janeiro (7° Corporate Court of the Capital District of Rio de Janeiro)  di cui Bluerating.com Sportello Advisoryaveva dato conto a suo tempo (leggi qui). La procedura riguarda Oi Brasil Holding, che possiede la quarta compagnia telefonica brasiliana e anche Portugal Telecom, società ceduta al gruppo Altice ma il cui debito, per via degli accordi presi con l’acquirente, è rimasto a carico di Oi Brasil. I creditori, inclusi gli obbligazionisti Oi Brazil e Portugal Telecom, debbono presentare istanza di ammissione al passivo e, nel caso in cui il proprio credito sia pari o superiore alla cifra di 50.000 RS, ossia 12.808,36 euro, la procedura richiede, ai fini dell’insinuazione del credito al passivo, che venga presentata una domanda individuale. Tutti gli obbligazionisti superano la soglia, poiché i tagli dei bond sono di almeno 50.000 euro e sono pertanto tenuti a presentare istanza che riguarda esclusivamente la propria posizione, senza procedure collettive.
La domanda di ammissione allo stato passivo dovrà essere presentata entro il ventesimo giorno di calendario successivo alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Brasiliana della Ratifica del Piano di Riorganizzazione Giudiziale da parte della Corte Brasiliana. La pubblicazione non è ancora avvenuta, ma occorre attrezzarsi -per esempio mettendo assieme la documentazione -perché i tempi sono assai ristretti. Inoltre potrebbe essere necessario avvalersi di un legale in Brasile. Tra le associazioni dei consumatori c’è Aduc (www.aduc.it) che sta già seguendo alcune decine di obbligazionisti. Informazioni aggiornate si possono reperire sui due siti internet attivati dalla procedura (www.recjud.com.br e http://oibrasilholdingscoop-administration.com/restructuring-process/brazilian-rj). Poiché le stime di recovery, vale a dire di recupero complessivo, non superano il 50%, occorre anche seriamente prendere in considerazione la rivalsa nei confronti delle banche negoziatrici, laddove queste non abbiano ottemperato a tutti gli obblighi informativi, per esempio relativamente al rischio.


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