Blockchain e ico, arriva il business angel italiano

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 20 Marzo 2018 | 11:00
Nasce Iconium, la prima startup italiana dedicata all’investimento nei progetti migliori

Al di là delle oscillazioni di mercato degli ultimi tempi, la tecnologia della blockchain non sembra perdere la sua capacità di affascinare gli investitori. Non per nulla siamo qui per riportarvi la notizia della nascita di Iconium, il primo progetto imprenditoriale italiano che investe nei progetti a più elevate potenzialità, in grado cioè di innovare e trasformare settori, in ambito blockchain, e attraverso Ico, in tutto il mondo. A far partire la prima iniziativa nel nostro paese sono Fabio Pezzotti e Domenico Laudonia: background di oltre 20 anni nel web, rispettivamente con exit come Webnext S.p.a. E Xoom.it (acquisita da Seat Pagine Gialle) e il lancio di Mobango, Chupamobile e Cibando a Londra per Pezzotti e start-up di Omnitel, lancio di business digitali disruptive come Qualcomm in Italia, oltre a un decennio nell’early stage investing per Laudonia.

La società ha già avviato partnership internazionali con rilevanti player verticali attivi nel mercato blockchain per costruire un deal flow proprietario qualificato. Queste partnership consentiranno ad Iconium di partecipare agli Ico più interessanti e, soprattutto, alle migliori condizioni (in fase pre-sale rispetto a partenza ufficiale Ico).

Iconium prevede l’impiego del capitale raccolto in un portafoglio dei migliori progetti, secondo criteri analitici e omogenei di selezione e valutazione. Il taglio medio di investimento sarà tra i 200.000 e 400.000 euro per Ico, per un piano di investimento in 15/18 iniziative.

Iconium, costituita in forma giuridica di spa, è una start up innovativa (che beneficia dei relativi sgravi fiscali per gli investitori) assistita dagli studi Tremonti Romagnoli, Piccardi e Associati sul fronte fiscale e da Orrick sul fronte legale.

Lo scenario internazionale

Nel 2016 le ICO hanno raccolto poco meno di 300 milioni di dollari, nel 2017 la cifra è salita a 3,8 miliardi di USD con circa 200 operazioni a livello mondiale (fonte: Icobench – gennaio 2018) con ritorni medi, ad oggi, di oltre 13 volte il capitale investito (fonte: Mangrove ICO report).

Guidare la classifica degli investitori attivi in questo ambito ci sono player del calibro di Sequoia Capital Andreessen Horowitz, Union Square Ventures, Mangrove Capital, Boost VC così come nuove realtà come Pantera, Hard Yaka, Blockchain Capital.

A livello globale, oltre agli Stati Uniti, particolarmente attivi si sono dimostrati in questi 18 mesi i paesi balcanici (Lituania, Lettonia, Estonia), Svizzera e Giappone facilitati anche da una legislazione che ne ha permesso lo sviluppo.

Alcune insight sulle Ico degli ultimi 12 mesi

Ad oggi le Ico realizzate sono state per lo più dominate da progetti la cui innovazione prevedeva e si basava su una sottostante tecnologia blockchain: segno che questa nuova modalità di finanziamento è al momento per lo più diffusa all’interno di una certa community e ancora lungi dall’essere diventata mainstream (fonte Mangrove Capital Partners).

Più nello specifico le Icos oltre i 10 milioni di Usd hanno per lo più riguardato progetti di delivering services sia in ambito blockchain che financial services (fonte Mangrove Capital Partners)

Di seguito la performance media dei 200 circa Ico del 2017: 13.2x il ritorno medi, incluse iniziative fallite (fonte Mangrove Capital Partners)

La prospettiva

Si prevedono migliaia di Ico nel 2018 e alcuni esperti e investitori prevedono che il mercato varrà 5 trilioni di dollari entro 5 anni (fonte: Rbc Capital Markets Report – gennaio 2018).

Il sistema fa inoltre prevedere un graduale cambio di paradigma per i fondi di VC “tradizionali” (in termini di governance e liquidabilità degli assets prima di tutto) oltre che una nuova industria dei capitali e dei mercati che andrà ad affiancare, e in parte sostituire, sia il venture capital tradizionale che i mercati azionari e valutari tradizionali.

Si assiste, infine, e si assisterà sempre di più, al coagularsi delle migliori progettualità intorno alle frontiere aperte e messe a disposizione da blockchain e Ico. Le moltiplicate possibilità messe a disposizione in termini communities globali per la raccolta, di rapidità e di disintermediazione stanno infatti attraendo gli imprenditori ed i progetti più smart e interessanti.

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