Credit Suisse, rendimento sulla rotta di Marco Polo

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 17 Aprile 2018 | 13:00

Si sa che uno dei principali riferimenti culturali legati alla scoperta del continente asiatico risiede nella figura del mercante veneziano Marco Polo, uomo che viaggiò a lungo in Asia percorrendo la Via della seta e attraversando tutto il continente asiatico fino a raggiungere la Cina.

Oggi siamo qui per raccontarvi un nuovo viaggio verso queste terre cariche di fascino. Un itinerario lungo le vie del rendimento, in compagnia di Zhu Lei (nella foto), senior portfolio manager, deputy, head of portfolio management Asian Fixed Income per Credit Suisse Asset Management. Già perché l’Asia può essere un target per chi è in cerca di performance obbligazionarie, talvolta una vera chimera di questi tempi. Basta impostare la bussola: destinazione corporate.

Questo è stato infatti il tema della presentazione milanese alla stampa dello scorso 16 aprile, avente per titolo “Rise of the dragon”. Organizzata appunto da Credit Suisse Asset Management, la presentazione di Zhu Lei è stata un’occasione per comprendere le ragioni che potrebbero valere un investimento in questo asset class (rappresentato nel caso specifico dal comparto Credit Suisse Asia Corporate Bond Fund), dando modo anche di fare il punto su alcuni temi caldi del momento, come quello della guerra commerciale Usa-Cina.

In merito a quest’ultimo spunto, bisogna subito dire che l’incidenza sui rendimenti del settore dovrebbe essere molto limitata, data la percentuale tutto sommato contenuta di esportazioni verso gli Stati Uniti in relazione al totale delle stesse. Inoltre la presenza di un mercato piuttosto volatile (derivante anche delle aspettative di rialzo dei tassi di interesse, della liquidazione del QE e dei rischi geopolitici nel breve termine) dovrebbero offrire opportunità di negoziazione tattica. potrebbe aprire lo scenario a opportunità tattiche di trading. In ragione di ciò, dopo che il credito asiatico ha già prodotto rendimenti stabili e robusti nel 2017, la domanda positiva e le dinamiche di offerta dovrebbero continuare a offrire un adeguato supporto tecnico.

L’Asia continua a offrire interessanti rendimenti aggiustati per il rischio rispetto alle obbligazioni societarie statunitensi ed europee” ha affermato Zhu Lei. “Una spinta alla performance dovrebbe arrivare da una base di investitori locali stabile e in crescita, guidata dalla domanda di diversificazione e rendimenti del mercato azionario in valuta locale ampiamente inferiori. Più nel lungo termine la nostra strategia sul credito asiatico rimane invariata, sostenuta dalla forza dei fondamentali societari sottostanti e dai flussi attesi di mercato strutturale in entrata. L’approccio tipicamente bottom up del nostro fondo è, in tal senso, la strategia più indicata per massimizzare le opportunità offerte dal settore”.

Il Credit Suisse Asia Corporate Bond Fund (che si è guadagnato una valutazione da 5 stelle Morningstar ) investe principalmente in società asiatiche e quasi-sovrani denominate in dollari. Il benchmark di riferimento è il J. P. Morgan Asia Credit Index ex-Sovrano 1-10 anni puntando a una generazione di alfa attraverso una gestione attiva della duratione e dell’esposizione settoriale.

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