Investimenti, sugli emergenti non pesa la sfida commerciale

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L’export dei mercati emergenti rimane forte nonostante i conflitti commerciali mondiali

di Redazione16 agosto 2018 | 11:15

Nuovo approfondimento in tema di investimenti. Contrariamente alle previsioni, i mercati emergenti non sembrano accusare la sfida delle tariffe commerciali, come ci suggerisce l’analisi a cura di Maarten-Jan Bakkum, Senior Emerging Markets Strategist di NN Investment Partners.

L’export dei mercati emergenti rimane forte nonostante i conflitti commerciali mondiali, con una crescita del 17% su base annua in luglio, stando a un’analisi di NN Investment Partners. Le minacce protezionistiche statunitensi, infatti, devono ancora farsi sentire sui dati reali, con le esportazioni cinesi che a luglio sono aumentate dell’11% a/a rispetto a una crescita media annualizzata del 10% dall’inizio del 2017.

Per i prossimi trimestri prevediamo che sia la crescita delle esportazioni cinesi che quella delle esportazioni degli emergenti nel loro complesso rallenteranno gradualmente fino a raggiungere livelli di circa il 6%. Il commercio asiatico sarà probabilmente influenzato dalle nuove tariffe statunitensi, ma allo stesso tempo gli scambi dell’Asia con l’Europa, con il Giappone e con il resto del mondo emergente dovrebbe reggere bene.  

Il deprezzamento della moneta quest’anno dovrebbe essere un fattore positivo. Inoltre, per gli esportatori di materie prime dell’America Latina e dell’Africa, il nuovo ciclo della politica di stimoli cinese dovrebbe contribuire a sostenere alti tassi di crescita grazie all’accelerazione della crescita degli investimenti fissi cinesi e all’aumento dei prezzi delle materie prime.

 

 

 


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