La manovra che sfida l’Europa, Tria china il capo

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 28 Settembre 2018 | 10:14
La quota del 2% del rapporto deficit pil sarà sfondata: scelte che di fatto segnano un’importante “sfida” all’Europa

Alla fine la linea di Lega e M5S ha prevalso sulle intenzioni del ministro del Tesoro Giovanni Tria: il rapporto deficit pil supererà il famoso tetto del 2%, se non altro nelle intenzioni (bisognerà attendere l’effettivo via libera di ottobre e ragionare sulle possibili trattative con l’UE). “Nella Nota di aggiornamento abbiamo previsto un rapporto deficit-Pil al 2,4%. Abbiamo un rigoroso accordo politico che ci impegna a mantenere intatto questo rapporto, non solo per il 2019 ma anche per il biennio successivo. Introdurremo meccanismi di controllo della spesa che impediscano il superamento di questa soglia. Siamo fiduciosi che in virtù dell’imponente piano d’investimenti deliberato tali meccanismi non saranno mai attivati. Tuttavia abbiamo preferito prevederli anche al fine di garantire la massima serietà del lavoro fatto fin qui” ha detto con soddisfazione il premier Giuseppe Conte.

E’ questo il frutto dell’accordo raggiunto nel vertice a Palazzo Chigi che ha anticipato la riunione del consiglio dei ministri che ha all’ordine del giorno l’approvazione della nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza. Scelte che di fatto segnano un’importante “sfida” all’Europa, dato che l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, stando alle valutazioni del Mef, sarebbe stato perseguibile con un deficit sotto il 2% mentre per realizzare una correzione del deficit strutturale di almeno lo 0,1% sarebbe stato necessario fermarsi all’1,6-1,7%.

Ma entriamo nel dettaglio dei principali provvedimenti previsti, con tanto di “peso” in bilancio, grazie all’analisi incrociata sulle pagine odierne de Il Sole 24 Ore e de Il Fatto quotidiano

By Bye Fornero
17 miliardi destinati al superamento della legge Fornero sulle pensioni, con tanto di quota 100 e l’aggiunta del reddito di cittadinanza per circa 6 milioni di italiani sotto la soglia di povertà.

Flat tax al 15% per oltre un milione di Partite Iva
La flat tax comincerà dalle piccole imprese. Per loro è in arrivo un prelievo fisso del 15 per cento che – secondo fonti della Lega – riguarderà oltre un milione di italiani. Di fatto è un allargamento del fisco forfettario che include l’Iva: proprio per questo il beneficio nel 2019 per i contribuenti riguarderà l’imposta sul valore aggiunto per poi spostarsi nel 2020 sui redditi guadagnati. Per gli altri cittadini – ipotizza invece una bozza del Def – si arriverà alle due aliquote del 23% e del 33% a fine legislatura.

Truffati banche, aumentano i risarcimenti
Aumentano i fondi per i cosiddetti “truffati dalle banche”. Inizialmente si ipotizzava un fondo di 500 milioni, ieri il vicepremier Di Maio ha parlato di un miliardo: si sarebbe arrivati a trovare 1,5 miliardi per un fondo ad hoc alimentato dai conti dormienti.

Arriva la pace fiscale, nuova rottamazione
L’accordo di governo contiene anche il provvedimento per la cosiddetta “pace fiscale” che prevede la chiusura delle cartelle Equitalia e che avrà un impatto una tantum sui conti. Una bozza del Def indica una soglia fino a 100 mila euro, ma la soglia potrebbe non essere stata fissata nell’accordo.

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