Sarà la ConsulenTia del cambiamento

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di Matteo Chiamenti 8 Ottobre 2018 | 09:19
Siamo in un momento di evoluzione del settore. Intervista al presidente Anasf Maurizio Bufi, in vista dell’evento di Napoli

Dopo Treviso, la prima a livello locale che nel 2016 ha registrato 750 visitatori unici, e Torino, la tappa che nel 2017 ha visto la partecipazione di 1.200 consulenti finanziari, arriva il terzo appuntamento sul territorio con ConsulenTia, la manifestazione ideata da Anasf e dedicata alle tendenze evolutive del mondo dell’advisory. La cornice questa volta è la città di Napoli, nello specifico il Centro Congressi Stazione Marittima, luogo adibito a ospitare, il 9 e 10 ottobre 2018, un’edizione che si annuncia senza dubbio carica di temi caldi per la professione. La redazione di BLUERATING ne ha voluto parlare con il presidente dell’Associazione nazionale dei consulenti finanziari, Maurizio Bufi (nella foto).

ConsulenTia è ormai diventato uno degli appuntamenti più rappresentativi per il mondo dell’advisory. Come si è evoluta nel corso degli anni questa manifestazione?
La manifestazione è diventata negli anni un punto di riferimento per gli operatori del settore, dalle case prodotto alle società preponenti e soprattutto per i consulenti finanziari di tutta Italia. L’evento, nel corso di questi quasi cinque anni, è cresciuto sia in termini di adesioni sia di riconoscibilità per tutto il settore finanziario. Ciò che l’ha reso un appuntamento da non mancare sono di certo i temi proposti, focalizzati sui tanti aspetti della consulenza e alla loro applicazione nella vita dei soggetti coinvolti, a partire da quelli legati alla remunerazione di tutti gli stakeholder della catena del valore. A livello di argomenti abbiamo creato un filo conduttore che collega le varie edizioni dell’evento e che risponde alla grande esigenza di aggiornamento e approfondimento delle novità che riguardano il nostro settore, che presidiamo durante il corso dell’anno. ConsulenTia offre tutto questo, insieme alla possibilità di confrontarsi con colleghi di tutte le società e di tutte le regioni oltre che di incontrare i rappresentanti delle sgr che contribuiscono a creare valore alla nostra professione e anche al nostro appuntamento; nonché di ascoltare, in occasione degli spazi dedicati agli scenari economici e politici nei quali ci muoviamo, illustri ospiti del mondo imprenditoriale, accademico e politico, e il dibattito che si svolge durante le tavole rotonde tra i rappresentanti dell’industria della consulenza e di quelli del mondo istituzionale e delle autorità di mercato.

Come potrebbe ulteriormente svilupparsi in futuro? Avete qualche nuovo progetto in cantiere?
Consolideremo il brand dell’evento investendo sulla qualità dei contenuti che proporremo anche e soprattutto per quanto riguarda il main event di Roma, che crediamo debba sempre più aprirsi al confronto con l’industria finanziaria e bancaria tout court e ai suoi sviluppi, che indaghiamo in ogni edizione anche attraverso ricerche ad hoc. Sempre maggiore sarà anche la nostra attenzione al territorio, interessato in questi ultimi tre anni da una tappa itinerante dell’evento targato Anasf.

Anasf è da sempre attenta osservatrice delle dinamiche dell’advisory. Quali pensa potrebbero essere i temi caldi per il settore da qui a fine anno e nel 2019?
Stiamo vivendo in questi mesi, per non parlare addirittura di anni, una fase di grande evoluzione del servizio di consulenza in Italia. I modelli di business attualmente a disposizione degli investitori meritano una sempre più attenta analisi sia in termini di sostenibilità nel tempo, sia di pricing, come anche di soddisfazione della clientela e di qualità del servizio offerto. Si tratta di punti che devono essere all’attenzione delle istituzioni, dell’industria e del legislatore.

Qual è il principale messaggio che vorrebbe passasse al pubblico in seguito alla partecipazione al prossimo appuntamento di ConsulenTia?
La ricerca della qualità e dell’interesse dei risparmiatori deve continuare a rappresentare il faro del servizio di consulenza. Non si tratta soltanto di un preciso dettato normativo, bensì di un approccio professionale che da sempre caratterizza i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, che hanno come caratteristica distintiva rispetto alle altre figure del mercato anche la possibilità di svolgere l’attività di collocamento. L’evoluzione che la nostra figura professionale e il settore tutto sta vivendo richiede agli operatori una consapevolezza adeguata al livello di complessità del mercato e a un nuovo sistema concorrenziale. Farsi trovare preparati a queste nuove sfide sarà la condizione necessaria per continuare a essere riconosciuti come operatori qualificati in grado di soddisfare le esigenze dei clienti e in questo scenario ConsulenTia dà l’opportunità a tutti i partecipanti di vivere questo cambiamento con la giusta cassetta degli attrezzi.

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