Fmi in versione Cassandra su banche e Italia

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 10 Ottobre 2018 | 13:00
Il rischio è quello di riaccendere il legame fra banche e debito sovrano e le tensioni sul mercato potrebbero diffondersi ai mercati dei bond in Europa

E’ una profezia “nefasta” quella che è emersa dal Global Financial Stability Report diffuso dall’Fmi a Bali (Indonesia). Puntando i riflettori sul nesso tra debito pubblico e banche, il responsabile Tobias Adrian, ha così commentato le tensioni sul mercato italiano: “Se dovessero riemergere preoccupazioni sul mercato sulla politica di bilancio, il rischio è quello di riaccendere il legame fra banche e debito sovrano e le tensioni sul mercato potrebbero diffondersi ai mercati dei bond in Europa”. I recenti eventi in Italia suggeriscono che il legame fra banche e debito sovrano resta un importante canale di trasmissione di rischio. Gli spread italiani si sono ampliati. Dobbiamo guardare al processo politico per vedere se si arriva a un compromesso che il mercato reputa sostenibile.

“Il nostro consiglio all’Italia è costante da anni: sul piano delle politica di bilancio è necessario un consolidamento credibile e notevole nel medio termine per salvaguardare i conti pubblici e per mettere il debito su una traiettoria di calo”, ha aggiunto il responsabile del Fiscal Monitor del Fmi, Vitor Gaspar. “Questo è particolarmente importante per posizionare l’Italia in modo che possa minimizzare i rischi qualora si materializzino”.

A margine di queste valutazioni “autorevoli”, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, in audizione sulla Nota al Def, si è così espresso: “Non dobbiamo lasciare che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di formulare valutazioni e previsioni equilibrati. I rischi politici ed economici internazionali sono sempre esistiti ed è anche per questo motivo che nei documenti di programmazione si formulano previsioni prudenziali e non ottimistiche”.

Come riportano alcune agenzie, le coperture della manovra 2019 ammontano a 15 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi di tagli e 8,1 miliardi di aumenti di entrate. Nell’anno successivo le coperture sono di 7,8 miliardi con un importo analogo di tagli e aumenti di entrate pari a 3,9 miliardi, nel 2021 4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate.

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