Intermonte Sim: digitale quotato italiano, le opportunità per gli investitori

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Quella del tech è una nuova asset class con forti prospettive di crescita anticicliche.

Chiara Merico di Chiara Merico30 novembre 2018 | 10:32

A livello globale, negli ultimi anni il settore IT ha segnato una crescita media annua del 4% e le prospettive per i prossimi anni sono ancora più rosee, con una crescita che dovrebbe superare il 6%. Il fattore determinante di questa accelerazione è rappresentato dal ruolo sempre più pervasivo che le tecnologie digitali stanno assumendo in tutti i campi, sia per lo sviluppo commerciale (ad es. e-commerce, business intelligence, CRM), sia i nuovi approcci di gestione interna delle risorse (ad es: sistemi di approvvigionamento e di riordino automatizzati, gestione del magazzino). Sono alcune delle evidenze emerse dal rapporto “Il digitale quotato: catena del valore e prospettive”, presentato ieri da Intermonte SIM nell’ambito dell’incontro IT & TECH Day, dedicato all’economia digitale italiana, in cui esperti e imprenditori hanno fatto il punto sui trend emergenti dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico e sull’IT visto come asset class di investimento.

Anche in Italia, rivela il rapporto, questo trend è ben presente: a livello borsistico il settore raccoglie oggi circa 14 aziende per una capitalizzazione complessiva di 4,6 miliardi di euro, pari all’1% della capitalizzazione di mercato totale (e quindi con ampi spazi di crescita). Ed esistono case histories di successo: alcune start-up sono state in grado di cogliere crescite esplosive grazie all’adozione di un business model centrato sul digitale. Più in generale, il nostro tessuto economico ha visto poi svilupparsi negli anni altre importanti realtà di più piccole dimensioni che tuttora sono il motore della digital transformation nel nostro Paese. A livello globale, negli ultimi mesi i titoli del settore tecnologico hanno segnato una correzione a livello borsistico legata principalmente al peggioramento del quadro macro e le tensioni geo-politiche internazionali e nazionali. Nonostante ciò, i corsi azionari rimangono ampiamente in positivo se osservati su un orizzonte superiore ai 2 anni, offrendo inoltre tassi di crescita significativi e maggiore protezione rispetto a eventuali shock macro. Nel dettaglio, le aziende italiane digitali quotate da noi prese in considerazione hanno segnato una correzione media pesata da inizio anno pari al 16%, facendo pertanto leggermente peggio del mercato, ma sono ancora in crescita del 44% rispetto a 2 anni fa. Secondo Intermonte, specie a questo livello di prezzi, esistono importanti opportunità nei titoli Mid Small cap. Crediamo che in un settore ancora molto frammentato, il fatto di essere società quotate possa rappresentare un importante vantaggio competitivo.

“Siamo molto lieti della numerosa partecipazione al nostro evento odierno, quasi duecento tra imprenditori, società quotate e investitori istituzionali, a dimostrazione del fatto che proprio in questi momenti di alta volatilità dei mercati Investitori e società quotate hanno bisogno di occasioni di confronto costruttivi per poter fare il punto su specifici segmenti di mercato e asset class di investimento.”  ha commentato Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte SIM. “Oggi sono emersi infatti spunti interessanti, utili a identificare alcuni trend in atto nel settore tecnologico italiano. Tra questi, la necessità di un efficace e repentino processo di digitalizzazione per tutte le aziende. Le società del nostro panel, su fronti diversi, stanno svolgendo l’importante ruolo di «digital enabler» nei vari settori di riferimento. Per questo pensiamo che possano continuare a crescere più del mercato e che, anche alla luce della recente correzione borsistica, siano un’interessante opportunità di investimento. Auspichiamo infine che il settore Tech possa avere un crescente peso sul listino italiano e vada a chiudere il gap verso gli altri paesi europei”. Luigi Proserpio, professore di Digital Management presso il Dipartimento di Management e Tecnologia dell’Università Bocconi,ha aggiunto: “La trasformazione digitale dei business tradizionali ha subito un’accelerazione che deriva dai sostanziali progressi di Intelligenza Artificiale, Internet delle Cose, Cloud. Ci sono molti ambiti in cui il vantaggio per i processi aziendali è evidente. E’ altrettanto evidente che non è sufficiente introdurre la tecnologia per attendersi benefici. E’ necessario conoscere le regole per immaginare gli usi della tecnologia, allineare strategia e capacità tecnologiche, riprogettare i processi, costruire le regole per cui Uomini e AI possano interagire in modo positivo”. Roberto Crapelli, advisor di Roland Berger e managing partner del fondo Industry 4.0, ha concluso: “Le nuove regole del gioco competitivo mostrano che la velocità è più importante della dimensione. Essere veloci nel fare business per le imprese è possibile solamente con le nuove tecnologie digitali. Le PMI italiane possono cogliere il vantaggio competitivo della velocità che vince sulla dimensione se adotteranno massicciamente la digitalizzazione e lo stanno facendo. O meglio lo farebbero, il limite è la limitatezza di offerta da parte di fornitori di tecnologia e di consulenza per i nuovi business models. Dunque quella del tech è una nuova asset class con forti prospettive di crescita anticicliche”.


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