Bitcoin? È un Ponzi 4.0

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 24 Dicembre 2018 | 11:20
In un anno i bitcoin sono passati da 12mila dollari di valutazione a 4mila. Ora i risparmiatori rischiano di rimanere con il cerino in mano

I «bitcoin sono veleno per topi al quadrato», parola dell’imprenditore ed economista Warren Buffett. Che poi rincara la dose: si tratta di un «asset che di per sé non sta creando nulla. Quando si comprano asset non produttivi, tutto quello su cui si conta è che ci sia qualcuno che paghi di più». In pratica, la regina delle criptovalute, sarebbe uno schema di Ponzi 4.0. Almeno, così si legge sull’articolo di Corriere Innovazione.

Il bitcoin è stato protagonista di un crollo, perché è passato dagli oltre 12mila dollari di valore del 2 gennaio scorso, ai circa 4mila di questi giorni. A temere di più sono molti piccoli risparmiatori, che magari hanno investito nei momenti di maggior euforia sulle criptovalute e che adesso rischiano di rimanere con il cerino in mano. Una speculazione che ha fatto fatto la fortuna di quelli che hanno investito per primi. Ma la storia potrebbe essere diversa per quelli che sono arrivati dopo. A meno che non si abbia un’incrollabile fiducia nella ripresa del presunto oro digitale e una certa passione per il rischio.

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