Oro, c’è da scommetterci: lo dice Schroders

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 28 Dicembre 2018 | 11:10
Le aspettative dei tassi e del dollaro Usa rappresentano un catalizzatore per i metalli preziosi. Su anche le quotazioni di petrolio e alluminio

Secondo la casa di gestione del risparmio inglese Schroders, il 2019 sarà l’anno dell’oro. Il metallo prezioso potrà così recuperare il suo ruolo di bene rifugio. Alla base ci sarebbe una domanda di metalli preziosi in ascesa, dettata da una crescita più debole dei mercati emergenti e azionari. Le quotazioni dell’oro, infatti, negli ultimi mesi dell’anno sono risalite vicino a 1.300 dollari l’oncia. Rispetto ai minimi di agosto, quando il valore dell’oro era sceso sotto i 1.200 dollari.

Per il futuro, una politica commerciale più aggressiva, i tassi elevati e crescita debole potrebbero inoltre farsi sentire sull’economia statunitense. E l’impatto negativo sulle aspettative dei tassi e del dollaro potrebbero essere tali, da rappresentare un catalizzatore positivo per i mercati dei metalli preziosi. Previste al rialzo anche anche le quotazioni di petrolio e alluminio. Per il prossimo anno si prevede una buona performance pure per il nickel.

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