Piazza Affari, coda di matricole all’Aim

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Nel 2019 ci sono almeno 30 aziende pronte a quotarsi. Ma la nuova legge sui Pir lascia qualche dubbio ai gestori

Marcello Astorri di Marcello Astorri4 gennaio 2019 | 15:11

Almeno 30 aziende sono pronte a quotarsi all’Aim, il mercato azionario di Borsa italiana dedicato alle piccole e medie imprese. Un numero notevole, che si aggiunge al record di 31 nuove ammissioni registrato nel 2018. Anno segnato anche dal primato di raccolta che ha toccato 1,3 miliardi di euro. Uno dei nodi ancora irrisolti dell’Aim è il ridotto numero di scambi, in media inferiori ai 100mila euro giornalieri. Ma una spinta in più potrebbe arrivare dalla modifica alla disciplina dei piani individuali di risparmio, introdotta dall’ultima legge di bilancio: con la quale si istituisce l’obbligo di investire una quota del 3,5% in aziende di piccole e medie dimensioni. Tra i gestori vi sono però alcune perplessità per alcune incertezze normative (ne parlavamo qui) e per l’obbligo che i fondi Pir avranno di investire anche nel venture capital. Una situazione sulla quale il governo è chiamato a fare chiarezza.


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