Def, Tria spinge per misure pro-crescita, ma M5S vuole aspettare. E’ scontro

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Avatar di Hillary Di Lernia 22 Marzo 2019 | 10:56
Il Def rappresenta sempre un campo di battaglia all’interno del Governo. E nonostante la data di consegna sia sempre più vicina, lo scontro è ancora aperto.

Tensione nell’aria a Palazzo Chigi. In vista del Def (il termine per la presentazione è il 10 aprile, ma la scadenza per la trasmissione a Bruxelles è a fine mese) ministri e partiti di maggioranza si confrontano su come questo documento debba essere costituito e lo scontro appare inevitabile.

Def, Tria spinge per misure pro-crescita, ma M5S vuole aspettare. E’ scontro

Da una parte il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, insieme a Garavaglia e Bitonci (Lega) premono per introdurre delle misure per la crescita, con un apposito capitolo dedicato alle proposte pro-investimenti sia privati  (Patent Box, Super-ammortamento, Ires, ecc…) che pubblici. Tali iniziative giustificate anche dalla volontà di rispettare gli obblighi Ue e anche di non allarmare eccessivamente i mercati al fine di non mettere a repentaglio il tenue recupero sullo spread, il quale attualmente si attesta sotto la soglia di 260.

Diversa invece la posizione del Movimento Pentastellato, che vorrebbe un Def più soft con misure un po’ più “delicate” rispetto a quelle proposte dal Ministro Tria. E’ inutile negare che la politica economica rappresenti una zona ad alto rischio a livello elettorale, in quanto parlare di tagli e misure fiscali sicuramente non agevola il consenso. Forse questo il motivo principale nel cercare di posticipare la consegna del dossier.

Def, tensione tra Tria e M5s. La battaglia è ancora aperta

Altra questione riguarda anche il Dl crescita, nel quale, secondo il vicepresidente della Commissione Europea,  Valdis Dombrovskis, si dovrebbero modificare gli obiettivi di bilancio. Il governo italiano rimane abbastanza convinto nel correggere solo le clausole già inserite nella legge di bilancio, ma comunque si scorge il nascere di un conflitto tra le parti: Tria sarebbe anche disposto a rielaborare le aliquote, mentre per Lega e M5s la questione non si pone nemmeno in essere.

Come già accaduto in passato, i conti pubblici rappresentano sempre un campo minato per il governo. E lo scontro è inevitabile.

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