Governo, battibecco sulla crescita

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Roberta Maddalena di Roberta Maddalena 28 Marzo 2019 | 11:09
Il Centro Studi degli industriali ha corretto al ribasso le stime di crescita dell’esecutivo, prevedendo un dato nullo nel 2019.

Il Centro Studi di Confindustria ha recentemente corretto al ribasso le stime di crescita dell’esecutivo, prevedendo un dato nullo nel 2019 (contro il + 0,9% della stima precedente) e un +0,4% nel 2020. Una scelta che ha accesso il dibattito politico in Italia, dove a cercare fare da pompiere è il premier Giuseppe Conte: “Abbiamo tutte le ragioni per stare tranquilli e guardare serenamente al futuro. L’Italia ha solide fondamenta”, ha detto il Presidente del Consiglio, intercettato dai giornalisti al Senato dopo il voto finale sul decreto che regola reddito di cittadinanza e Quota 100 sul fronte pensioni.

“Ci hanno sempre “cannato” in passato”, aveva detto Matteo Salvini commentando le previsioni. La pensa diversamente il leader pentastellato Di Maio: “Le preoccupazioni di Confindustria sono le nostre”: Confindustria non è un gufo, ha chiarito parlando da New York alla stampa, visto che “l’epoca dei gufi era quella di Renzi”. Dall’Asia il ministro Giovanni Tria avvisa: “Tutti temono l’arrivo di una crisi finanziaria che possa provocare una crisi economica globale per una sorta di riflesso condizionato dalla grande crisi del 2008. Il mio timore invece è opposto. Temo che dal rallentamento dell’economia, soprattutto se dovesse accentuarsi, possa nascere una crisi finanziaria globale”.

 

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