Lo spettro della recessione si avvicina. Le sfide dei leader europei

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Avatar di Hillary Di Lernia11 aprile 2019 | 16:31

Uno dei termini che ultimamente aleggia come uno spettro sulle menti europee e, soprattutto su quelle italiane, è Recessione. Nonostante il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, durante la consueta conferenza stampa a margine della riunione del board della Bce, abbia affermato la bassa probabilità di una recessione, l’ombra minacciosa continua ad aggirarsi.

A tal proposito UBS Global Wealth Management ha pubblicato oggi un rapporto denominaro “The Future of Europe”, che fornisce un’analisi approfondita di come l’economia, i mercati dei capitali e la moneta dell’Eurozona potrebbero resistere a una grave recessione economica.

Il rapporto analizza, in particolare, tre scenari di prove di stress, che vanno gradualmente da una recessione moderata a grave, al fine di individuare i rischi principali per i mercati obbligazionari, le monete principali, compreso l’euro, e le banche europee.

Nello scenario peggiore, i rischi maggiori sembrano concentrarsi soprattutto in Italia, dove si profilano potenziali declassamenti del rating creditizio, e in Grecia. I mutamenti strutturali potrebbero avere ripercussioni persino in Germania, secondo quanto emerso dall’analisi.

Nonostante l’Europa sia un’area economica più in buona salute rispetto agli Stati Uniti (ad esempio l’area euro ha un debito pubblico medio di poco superiore all’85% del PIL contro quasi il 100% degli Stati Uniti), quest’ultimi negli in dieci anni sono cresciuti quasi il triplo rispetto a noi, anche grazie alla capacità di essere riusciti a prendere decisioni molto rapide per uscire dalla crisi del 2008 mentre l’eurozona ha solo perso tempo prezioso.

Come affermato da Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy, nel suo editoriale dal titolo “Dogmatismo contro Pragmatismo” , la decelerazione economica in corso ci obbliga a prendere in considerazione diversi scenari per l’economia dell’eurozona e a interrogarci su cosa succederebbe al sopraggiungere della prossima recessione globale, che potrebbe anche essere scatenata dall’incertezza politica dovuta da elementi esterni all’Europa.

Una recessione sarebbe difatti anche terreno fertile per le forze politiche populiste, che già hanno sfruttato la crisi degli scorsi anni e le ondate migratorie. Il futuro dell’euro dipenderà quindi dalla nuova generazione di leader che presto si insedieranno nelle principali istituzioni europee. Più che mai le elezioni europee, la composizione della nuova Commissione e la successione alla Presidenza della BCE saranno delle pietre miliari nel processo di integrazione.

Per quanto riguarda l’Italia, il raggiungimento di un accordo sulla legge di bilancio con la Commissione Europea ha ridotto il rischio politico percepito dai mercati e ha consentito una riduzione dello spread. L’Italia resta però in pericolo in quanto, in assenza di riforme, la prossima recessione globale potrebbe portare a ulteriori riduzioni dei rating creditizi creando condizioni tali da richiedere nuovi sacrifici fiscali.


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