Sanità USA, riflettori puntati sulle assicurazioni sanitarie

A
A
A

Una view a cura del Team azionario di M&G Investments sulla riforma sanitaria in USA proposta da Bernie Sanders e sul conseguente impatto sulle società del settore.

Avatar di Hillary Di Lernia16 maggio 2019 | 16:55

La riforma del sistema sanitario statunitense è necessaria dato l’alto e crescente costo alto del sistema stesso. A tal proposito le azioni delle società specializzate in assistenza sanitaria negli Stati Uniti hanno subito qualche contraccolpo a causa delle preoccupazioni circa le potenziali riforme della sanità del Paese che hanno influito sul sentiment. Mentre l’indice S&P 500 si è ripreso dai minimi del 2018 ed è in crescita di circa il 15% rispetto all’anno precedente, il settore delle assicurazioni sanitarie USA è sceso quasi altrettanto dal febbraio di quest’anno.

E’ indiscussa la stretta correlazione tra i cicli elettorali statunitensi e i prezzi delle azioni delle società del settore sanitario. Anche se la corsa alla Casa Bianca per il 2020 sembra ancora lontana, i candidati alla presidenza hanno già iniziato a rivelare le loro proposte di campagna elettorale e, soprattutto tra i Democratici, l’assistenza sanitaria sembra essere un punto focale. Bernie Sanders, veterano dei Democratici, ha rilanciato la proposta di sostituire l’assicurazione sanitaria privata con un sistema federale universalistico – chiamato Medicare-for-All – che copra le cure primarie, i ricoveri ospedalieri e i farmaci da prescrizione.

Tuttavia, anche a causa dei pochi dettagli su come il Medicare-for-All sarà finanziato, i Repubblicani e anche alcuni Democratici appaiono poco convinti. Inoltre, inevitabilmente i profitti di alcune società di assicurazione sanitaria verrebbero fortemente impattati da tali cambiamenti. Da tutto ciò sembra proprio che il sentiment ne stia risentendo.

Gli Stati Uniti spendono ogni anno 3.200 miliardi di dollari per l’assistenza sanitaria, circa la metà dei quali è finanziata da datori di lavoro e privati. Qualsiasi proposta di un piano di assistenza universalistica vedrebbe il governo assumersi una parte sostanziale di questo costo, che dovrebbe essere finanziato attraverso aumenti delle tasse.

Tuttavia, la probabilità che il sistema Medicare-for-All sia effettivamente introdotto nel 2021 sembra bassa, considerati i costi intrinsechi e gli ostacoli politici.

In ogni caso qualcosa deve cambiare nel sistema sanitario statunitense, che al momento, rappresenta circa il 18% del Pil USA contro la media OECD pari a poco più della metà di tale valore. Pur ritenendo che vi sia spazio per un’ulteriore riduzione dei costi di gestione nel brevissimo termine, sulla base di queste preoccupazioni, i fondamentali a lungo termine di queste società molto probabilmente rimarranno intatti.

Le società di assicurazione sanitaria americane (MCOs) rappresentano un driver fondamentale per spostare il rimborso sanitario statunitense da un approccio “basato sul volume” ad un approccio “basato sul valore”, il che porterà potrebbe portare gli Stati Uniti a migliorare il rapporto costi/benefici della spesa sanitaria.

Per questo motivo, potrebbe nascondersi del valore a lungo termine nell’investimento nel settore della ‘Managed Care’ statunitense e sarà importante quindi considerare l’attuale dislocazione dei prezzi delle azioni come un’opportunità di acquisto.

 


COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti può anche interessare

Italia, Ocse all’attacco del reddito di cittadinanza

Per l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico il nuovo sussidio del governo è tr ...

Pictet AM: “La recessione è lontana, ma attenzione a nuovi rally”

Alla fine di un primo trimestre in cui le Borse hanno archiviato performance brillanti e dopo un 201 ...

Le trimestrali zavorrano Wall Street

I conti inferiori alle aspettative di Caterpillar e Nvidia appesantiscono il Nasdaq e il Dow Jones ...