Anasf-Assoreti, accordi e disaccordi

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Andrea Telara di Andrea Telara 7 Giugno 2019 | 15:42
All’Efpa Meeting 2019 Bufi (Anasf) e Tofanelli (Assoreti) si sono confrontati sul tema della persona giuridica per i cf, manifestando opinioni opposte. Ma su una cosa sono stati d’accordo: le regole che separano consulenti indipendenti da quelli non indipendenti sono troppo rigide.

I toni sono stati pacati ma alcune posizioni restano diametralmente opposte. Maurizio Bufi (presidente di Anasf, nella foto a destra)Maurizio Bufi e Marco Tofanelli (segretario generale di Assoreti, nella foto in basso a sinistra), si sono confrontati nel corso di una tavola rotonda durante l’edizione 2019 di Efpa Meeting, conclusasi oggi  a Torino. Con loro c’erano Emanuele Carluccio, chairman  di Efpa, Salvatore Gnoni, dirigente di Esma e Tiziana Togna, responsabile della Divisione Intermediari della Consob. Uno degli argomenti trattati nella tavola rotonda è stato, come prevedibile, il recente progetto di legge (sostenuto dall’Anasf e presentato dal deputato leghista Giulio Centemero), che vuol consentire ai consulenti finanziari  l’esercizio della loro attività nella forma della persona giuridica, per esempio all’interno di una società. Si tratterebbe di un cambiamento di rilievo nel settore poiché permetterebbe la nascita di società di consulenza anche per iniziativa di financial advisor che operano all’interno delle banche-reti con vincolo di mandato (mentre oggi le scf, le società di consulenza finanziaria, sono possibili soltanto tra i professionisti indipendenti che vengono remunerati con la modalità del fee-only, cioè con le parcelle pagate direttamente dai clienti senza che vi sia alcun rapporto economico con le case di gestione che fabbricano i prodotti finanziari).

“La proposta della persona giuridica è appoggiata dall’Anasf e  darebbe un contributo importante all’avvicinamento dei giovani alla professione di consulente finanziario”, ha detto Bufi, sottolineando un aspetto: il progetto di legge presentato da Centemrero potrebbe spingere molti consulenti finanziari senior ad associarsi tra loro o a dar vita a nuove società, reclutando nel proprio organico “giovani leve”. Tofanelli, pur non spendendo troppe parole sull’argomento, ha ribadito invece la contrarietà di Assoreti alla proposta  sulla persona giuridica. “La nostra posizione è nota da tempo”, ha detto Tofanelli, mostrando perplessità soprattutto riguardo alla zona grigia che potrebbe crearsi in tema di responsabilità nei confronti della clientela. Oggi, infatti, le banche-reti  infatti responsabili in solido per i danni che i loro consulenti arrecano ai clienti. Sarebbe molto più difficile invece  stabilire quali sono le eventuali responsabilità in solido, qualora  nascessero realtà un po’ più complesse come appunto le persone giuridiche.

Su una cosa Tofanelli e Bufi hanno mostrato invece una certa concordia: le attuali regole che separano rigidamente le platee dei consulenti finanziari indipendenti da quelli classificati come “non indipendenti” sono troppo rigide. Come sa bene chi ha seguito la nascita del nuovo Albo Unico dei cf, oggi una stessa rete non può offrire contemporaneamente i propri servizi di consulenza  con entrambe le modalità: in maniera non indipendente (cioè con vincoli di monomandato) o in maniera indipendente (remunerata con  la modalità del fee-only). Il che ha avuto inevitabilmente un effetto: ha relegato la consulenza indipendente al ristretto alveo di poche centinaia di professionisti, mentre tutte le maggiori reti italiane hanno preferito la tradizionale consulenza non indipendente. Per questo Emanuele Carluccio di Efpa ha avanzato una proposta: “consentiamo ai clienti di scegliere la forma di consulenza che preferiscono ricevere dal loro consulente di fiducia, quella fee only o quella non indipendente”, in modo da rendere le regole più flessibili e meglio adatte all’evoluzione del mercato”.

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