Consulenti, non piacete ancora abbastanza ai paperoni

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Avatar di Hillary Di Lernia10 luglio 2019 | 08:30

I paperoni non investono abbastanza e se è vero che limitarsi agli impieghi liquidi non è il massimo per la valorizzazione del proprio patrimonio finanziario, parallelamente è un segnale che il mondo dell’advisory forse deve impegnarsi ancora di più per farsi apprezzare dal pubblico degli investitori.

Secondo infatti il World Wealth Report 2019 di Capgemini, fra la popolazione ricca del mondo, la liquidità, alla fine del 2018, ha superato l’equity come asset class più diffusa, mentre nel primo trimestre del 2019 il contante è diventata l’asset class più diffusa, rappresentando il 28% del patrimonio finanziario degli HNWI (High Net Worth Individual). L’equity invece è sceso al secondo posto, a quasi il 26% (in calo del 5% rispetto al 2017).  Ad incrementare invece sembrano essere gli asset alternativi e non quotati (13%).

Ad ogni modo l’anno scorso il patrimonio dei ricchi di tutto il mondo è sceso di quasi il 3% rispetto al 2017 a 68,1 bilioni di dollari. E’ stato il primo calo dopo sette anni e questo rappresenta un segno molto forte per il mercato azionario. La ragione principale sembra risiedere sia nella flessione della ricchezza nella regione Asia-Pacifico, in particolar modo in Cina che ha comportato una perdita di 2.000 miliardi di dollari in tutto il mondo sia nell’incertezza dovuta ai conflitti commerciali internazionali e al raffreddamento dell’economia globale che hanno spinto i ricchi a dar prova di cautela nei loro investimenti.

Nonostante il calo della ricchezza, la fiducia e il grado di soddisfazione degli HNWI per l’operato delle società di wealth management sono aumentati del 3% rispetto ai già elevati livelli dell’anno precedente. Tuttavia, il report evidenzia un’importante opportunità per le società operanti in questo segmento nel gestire proattivamente le crescenti aspettative degli HNWI, considerato che un’esperienza di servizio deludente è stata il motivo principale che ha spinto gli HNWI a cambiare società nel 2018.

Altro punto cruciale evidenziato dall’indagine di Capgemini è il fatto che solo il 62% degli HNWI ha dichiarato di essere soddisfatto delle commissioni del proprio wealth manager, con diversi intervistati che chiedono offerte più personalizzate.

Avete capito consulenti? Sembra che i paperoni non siano così soddisfatti dei propri financial advisor. Ma attenzione: dove si riscontra una problematica si cela sempre un’opportunità. Bisogna solo saperla cogliere.

 


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