Mediobanca sorride e ringrazia anche il WM e CheBanca!

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Avatar di Redazione31 luglio 2019 | 12:58

Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Renato Pagliaro, ha approvato i risultati di esercizio e consolidati al 30 giugno scorso del Gruppo Mediobanca, illustrati dall’Amministratore Delegato Alberto NAGEL e dal Direttore Generale Francesco Saverio Vinci.

Risultati consolidati

L’esercizio è stato caratterizzato da un ambiente operativo particolarmente avverso agli intermediari finanziari: le revisioni al ribasso sulla crescita globale emerse nel primo semestre hanno condotto ad una repentina correzione del valore di tutte le principali asset class a ridosso della fine dell’anno; correzione per gran parte rientrata nei primi mesi del 2019 per effetto anche delle iniziative di politica monetaria che hanno, tuttavia, innescato un’ulteriore significativa discesa dei tassi e inciso sulla reddittività degli attivi di maggior liquidità e qualità. Questo contesto di mercato non ha pregiudicato il percorso di crescita del Gruppo che, grazie ad un significativo sviluppo commerciale, chiude l’esercizio con i migliori risultati dell’ultimo decennio relativamente a ricavi (oltre 2,5 miliardi), risultato operativo (1,1 miliardi), utile netto e ROTE (860 milioni e 10,2% rispettivamente, rettificati per le componenti non ricorrenti), mantenendo inalterato l’eccellente profilo di rischio.

In dettaglio l’incremento dei ricavi da 2.419,3 a 2.524,7 milioni (+4,4%) riguarda sostanzialmente tutte le voci, in particolare:

-il margine di interesse cresce del 2,7% (da 1.359,4 a 1.395,6 milioni) per i maggiori volumi creditizi (+7,9%) e per il contenimento del costo del funding (da 90 a 80bps) malgrado lo spread sui governativi domestici si sia mantenuto su livelli elevati; per contro, il persistere dei tassi di interesse su livelli negativi ha penalizzato il contributo degli attivi di tesoreria investiti per lo più a breve. Tutte le business lines mostrano un contributo crescente nell’anno: Consumer +3,5%, Corporate ed Investment Banking +2,5%, Wealth Management +2%;

-i proventi di tesoreria aumentano da 157,4 a 196,7 milioni con un apprezzabile contributo del Capital Market Solutions (130,4 milioni contro 82,3 milioni) favorito dalla richiesta da parte della clientela di soluzioni più sofisticate per fronteggiare la volatilità di mercato ed i tassi negativi; per contro il contributo del portafoglio proprietario (banking e trading book) flette da 40,8 a 34,6 milioni scontando talune operazioni di negoziazione esposte al ribasso dei tassi;

-le commissioni nette calano lievemente da 622,2 a 611,2 milioni (-1,8%) per il minor contributo del Capital Market (da 65,8 a 28,9 milioni); in crescita Wealth Management (+8,6%, da 258,7 a 280,9 milioni) ed Advisory M&A (+35,3%, da 64,7 a 87,5 milioni);

-l’apporto delle partecipazioni consolidate a patrimonio netto, pressoché integralmente riconducibile ad Assicurazioni Generali, è in crescita da 280,3 a 321,2 milioni.

Rimandando una lettura completa dei risultati a questo link, soffermiamoci su due dei protagonisti in positivo del bilancio, cioè la divisione Wealth management e la controllata CheBanca!.

Mediobanca, la forza del Wealth Management

Il Wealth Management ha visto nell’ultimo triennio un’importante sviluppo che ha affiancato crescita organica, implementazione di due importanti progetti di integrazione (ramo Barclays fuso in CheBanca!, fusione Banca Esperia in Mediobanca e ridenominazione delle attività in Mediobanca Private Banking) ed un’acquisizione (RAM). Grazie a questo processo la piattaforma Wealth Management del Gruppo Mediobanca ha acquisito dimensione e visibilità nei mercati di riferimento, connotandosi come operatore altamente specializzato, capace di offrire ai propri clienti e gestori soluzioni innovative di prodotto e vendita. Divenuto importante il contributo della divisione ai risultati consolidati: il WM è oggi il maggiore contributore alle commissioni nette di Gruppo (44%) e realizza oltre il 20% dei ricavi e circa il 10% degli utili netti.

La divisione Wealth Management del Gruppo Mediobanca registra oggi: 39 miliardi di masse gestite, 3YCAGR +31% (+4% nell’esercizio), ripartite tra Private Banking (17 miliardi), Affluent (10 miliardi) e Asset Mgt.(12 miliardi) 22 miliardi di depositi, 3YCAGR +17%, +18% nell’esercizio 5 miliardi di raccolta netta annua oltre 900 professionisti, triplicati rispetto a giugno 16 (260), +18% nell’esercizio, di cui 780 facenti capo a CheBanca! e 130 al Private Banking 547 milioni di ricavi, 3YCAGR +18%, +4% nell’esercizio, ben diversificati per segmento (55% Affluent: 45% Private) e fonte di reddito (50% da margine di interesse : 50% commissioni, per la quasi totalità ricorrenti) 71 milioni di utile netto, 3YCAGR +23%, +3% nell’esercizio ROAC del 16%, in sostanziale aumento dal 13% del 2018 e dal 9% del 2016.

Mediobanca, la spinta di CheBanca!

Nel triennio CheBanca! si è definitivamente evoluta da deposit-gatherer ad asset-gatherer, divenendo un operatore di rilievo nell’industria italiana del wealth management nel segmento di clientela affluent-premier. L’evoluzione della mission si è accompagnata ad un’importante evoluzione della scala; CheBanca! esprime oggi: una rete consulenziale di 780 professionisti, quintuplicata rispetto ai 170 del giugno 2016: a 445 gestori (+29 nell’esercizio, +275 dal 2016) si affiancano oggi 335 consulenti finanziari (assenti nel 2016) una base clienti ampia ed in deciso aumento (865mila clienti, 807mila a giugno 2018, 570mila a giugno 2016); attività di banking fortemente concentrata su canali remoti (97% dei bonifici, 95% dei vincoli di conto deposito eseguiti canali digitali; 95% dei versamenti/prelievi da ATM); 25 miliardi di masse TFA (+12% nell’esercizio, 3YCAGR +20%) 9 miliardi di mutui alle famiglie (+11% nell’esercizio, 3YCAGR +21%) ~300 milioni di ricavi in progressiva crescita (+2% nell’esercizio, 3YCAGR +16%) e ricomposizione in termini di mix: le commissioni nette, per la quasi totalità ricorrenti, pur scontando il costo del potenziamento della rete dei promotori finanziari, crescono a buon ritmo (86 milioni, +8% nell’esercizio, 3YCAGR +25%) e rappresentano oggi il 30% dei ricavi (vs 20% nel 2016); importante il contributo del margine di interesse (211 milioni, -1% nell’esercizio, 3YCAGR +12%) derivante dall’attività di erogazione di mutui alle famiglie 32 milioni di utile netto, +14% nell’esercizio, 3YCAGR +55%.

Nell’esercizio i livelli di attività si mantengono elevati. Il totale delle masse (TFA) ha raggiunto i 25,4 miliardi, in crescita del 12,2% a/a con un aumento di tutte le componenti: gestito (AUM a 7,7 miliardi, +22%), amministrato (AUA a 2,6 miliardi, +24%), depositi (a 15 miliardi, +6,1%).

La raccolta netta (NNM) è stata pari a 2,6 miliardi ed evidenzia un trend in decisa crescita sui due semestri (1 miliardo nel 1°H, €1,6 miliardi nel 2°H). E’ rappresentata prevalentemente da raccolta gestita ed amministrata (1,8 miliardi). La raccolta diretta cresce di 0,9 miliardi, in particolare nella componente transazionale più fidelizzante di conti correnti, che rappresentano 8,8 miliardi (da 7,5 miliardi a fine giugno 2018, +17%), a scapito dei conti di deposito che si riducono a 6,2 miliardi (da 6,6 miliardi a fine giugno 2018, -6%). La crescita delle masse vede un equilibrato apporto dei principali canali distributivi: 50% rete proprietaria: 1,3 miliardi di NNM. Le masse TFA facenti capo al canale proprietario sono pari a 22,2 miliardi, suddivise in 8,3 miliardi di AUM/AUA e 13,9 miliardi di depositi. 50% consulenti finanziari: 1,3 miliardi di NNM. Le masse TFA facenti capo a consulenti finanziari raggiungono 3,1 miliardi, suddivise in 2mld di AUM/AUA e 1,1 miliardi di depositi.

I mutui alle famiglie salgono da 8,1 a 9 miliardi per effetto di un erogato mutui di 1,8 miliardi (+11,8% rispetto ai 1,6 miliardi dell’esercizio precedente). Lo stock si mantiene di buona qualità: le deteriorate lorde si riducono da 332,1 a 178 milioni con un’incidenza sugli impieghi dimezzata al 2% (4%); su base netta diminuiscono da 155,1 a 102,5 milioni e rappresentano l’1,1% degli impieghi netti con un tasso di copertura del 42,4% (53,3%). Le sofferenze nette sono pari a 39,9 milioni (0,4% degli impieghi netti) coperte al 56,9% (60,9%). Tali valori scontano le sofferenze cedute della filiale francese (attività interrotta a fine 2009) e quelle in corso di vendita ex Micos Banca. A partire da marzo 2019 CheBanca è stata autorizzata ad applicare i modelli AIRB sul portafoglio mutui con importante risparmio in termini di attivi ponderati (circa 1,46 miliardi calcolati sul valore del portafoglio a marzo 2019).


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