Rendiconti Mifid 2, l’attacco del fee only

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Avatar di Redazione2 agosto 2019 | 10:06

Ha generato non poche polemiche il recente punto di vista sui casi di truffe da parte di consulenti a firma di Fabrizio Taccuso. Il consulente fee only socio dello studio Andreoli & Taccuso propone una nuova riflessione destinata probabilmente a fare discutere il mondo dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. Questa volta al centro dell’articolo tratto dal blog Consulenza Vincente troviamo i rendiconti Mifid 2. Buona lettura!

Il rendiconto Mifid dei costi è il prospetto dettagliato di quanto hai pagato per i tuoi investimenti finanziari.

Se hai fatto investimenti nel 2018, la banca o la rete del tuo promotore finanziario ti invieranno il nuovo rendiconto che esplicita tutti i costi che hai sostenuto per investire. Questa importante novità è stata introdotta dalla MiFID 2.

La MiFID 2 (Markets in Financial Instruments Directive) è la direttiva europea per i servizi e i mercati finanziari. Ha lo scopo di tutelare il risparmiatore imponendo a banche, società di intermediazione e altre istituzioni finanziarie una serie di obblighi in termini di trasparenza, chiarezza, comprensibilità e adeguatezza dei servizi offerti alla clientela.

Mifid 2 è entrata in vigore a gennaio 2018, ma solo dopo un anno e mezzo dalla sua introduzione, avrai la possibilità di conoscere tutti i costi associati ai tuoi investimenti. Tali costi non dovranno più essere espressi solo in termini percentuali, ma in valore assoluto (in euro), sia nella loro totalità che declinati nelle varie voci che lo compongono.

Tra le principali voci di costo ricordiamo:

  • costi di negoziazione;
  • costi di amministrazione;
  • commissioni di gestione;
  • commissioni di performance;
  • compensi vari alla Banca ecc.

In pratica vedrai quante centinaia o più spesso migliaia di euro hai speso per la gestione degli strumenti finanziari che la banca o il promotore finanziario ti hanno consigliato. Il prospetto deve chiarire l’incidenza che tali costi hanno avuto sul rendimento, le somme trattenute dall’intermediario e quelle percepite dalla società di gestione.

I dati pubblicati dall’Esma, l’autorità europea che vigila sui mercati e sugli strumenti finanziari, dimostrano che l’Italia è tra i Paesi Europei che applicano i costi più alti.

Gli investitori italiani pagano molto di più dei loro pari europei per la gestione del proprio patrimonio. Tali costi ammontano, mediamente, tra il 2 ed il 4% delle somme investite. Ogni anno…

E’ un importo molto elevato che spesso rappresenta la prima voce di spesa del bilancio familiare, superiore anche all’acquisto di prodotti alimentari o di ciò che si spende per andare in vacanza.

La sommatoria dei costi assume particolare rilevanza in anni caratterizzati da tassi di mercato a zero. Infatti il totale delle commissioni, in molti casi, supera i rendimenti ottenuti in passato, e probabilmente anche quelli attesi in futuro.

Banche e reti di vendita non hanno certo visto di buon occhio la trasparenza introdotta da Mifid II.

Il rendiconto Mifid dei costi fa emergere possibili situazioni di conflitto di interesseI costi vanno in buona misura a remunerare gli intermediari che collocano i prodotti e molti temono che la loro “esplicitazione” possa mettere in crisi il rapporto col cliente.

Mi riferisco a costi sostenuti  per la raccomandazione di strumenti finanziari non sempre facilmente giustificabili. Non è raro che banche e reti di promozione finanziaria ti propongano prodotti con retrocessioni elevate, convenienti spesso più per l’intermediario che per l’investitore. I casi emblematici sono le gestioni patrimoniali e le polizze assicurative di tipo unit linked (ramo III).

Il rendiconto Mifid dei costi dovrebbe essere conforme alla legge europea e risultare semplice e di veloce lettura. Peccato che:

  • le banche lo invieranno non tramite la posta cartacea, ma via mail e spesso i clienti non aprono le mail;
  • sia composto da un minimo di 20 ad un massimo di 60 pagine e oltre;
  • l’invio avverrà durante le ferie, quando la gente pensa ovviamente ad altro

Non c’è nulla di casuale in tutto questo, corrisponde ad una strategia sapientemente pianificata.

Esplicitare i costi all’interno di una documentazione voluminosa, contenente anche informazioni inutili e non pertinenti con quanto previsto dalla Normativa, ha l’effetto di annacquare il tutto e confondere. Diverso se fossero stati quantificati in modo sintetico in una o due sole pagine. Il risultato sarà che molti risparmiatori non leggeranno nemmeno i rendiconti. E in quel caso sarà una grossa opportunità sprecata. Per una lettura utile e consapevole della rendicontazione ti invito a rivolgerti ad un consulente finanziario indipendente.

Essere consulente indipendente significa non guadagnare dalla soluzione consigliata, ma esclusivamente dal servizio offerto. Così l’allineamento di interessi tra consulente e cliente è totalmente rispettato.

Solo chi è remunerato esclusivamente a parcella può darti un parere imparziale ed autorevole a tuo esclusivo vantaggio. Noi non abbiamo nessun interesse a nascondere i costi, ma nemmeno a presentarli negativamente ove fossero effettivamente necessari o utili. I costi non vanno demonizzati, ma solo nel momento in cui danno un reale valore aggiunto.

Il consulente finanziario indipendente ti offre un supporto realmente efficace e difficilmente sostituibile nell’abbattere i costi impliciti inutili o dannosi. Quasi sempre i costi che paghi in banca sono decisamente superiori al costo della nostra consulenza. Chi è già nostro cliente da anni ha dimestichezza e consapevolezza di ciò che noi indipendenti definiamo parcella occulta.

Mentre in altri settori ad un maggior costo corrisponde necessariamente un servizio od un prodotto di maggiore qualità, nel mondo della finanza accade spesso l’esatto contrario. Si paga tanto per un prodotto qualitativamente più scadente di strumenti meno costosi e più performanti.

Un approccio ottimale ai costi è uno dei fattori fondamentali di una oculata gestione. Nel lungo termine il risultato degli investimenti dipende in buona misura proprio dai costi.


2 commenti

  • Avatar Ferruccio Riva says:

    Non riesco a capire come possiate pubblicare un documento con tanti strafalcioni.
    La mancanza di rispetto e la ridondanza di alcuni falsi concetti, poi, non sono accettabili.
    Non adeguatevi alla politica imperante del “rutto libero”

  • Matteo Chiamenti Matteo Chiamenti says:

    Buongiorno dott. Riva,
    noi proponiamo diverse voci, a patto che siano prive di offese, al fine di sviluppare confronto tra gli operatori. Grazie del suo commento.

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