Ubi, sale la raccolta diretta bancaria

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Avatar di Redazione2 agosto 2019 | 14:42

Come riporta l’agenzia Teleborsa, nel primo semestre 2019 UBI ha registrato un utile al netto delle poste non ricorrenti pari a 183,4 milioni, inferiore ai 222,1 milioni del primo semestre 2018, “per effetto dell’inclusione dell’impatto negativo di 75 milioni netti derivanti dalla cessione di 900 milioni lordi di sofferenze”.

Allo stesso modo, l’utile contabile si è attestato a 130,9 milioni rispetto ai 208,9 milioni dello stesso periodo di un anno fa, “per effetto sia della cessione di cui sopra (-75 milioni) che degli oneri legati all’accordo sindacale del marzo 2019 (-42,6 milioni)”.

Grazie alla sostanziale stabilità dei proventi operativi a 1.829 milioni (-0,6% vs 1.840,6 milioni nel 1 semestre 2018) e alla significativa riduzione degli oneri operativi, scesi del 2,6% a 1.192,2 milioni (1.224,4 milioni nel 1 semestre 2018), il primo semestre dell’anno ha registrato un risultato della gestione operativa in crescita del 3,3% a 636,8 milioni.

Il margine d’interesse ha mostrato buona resilienza, attestandosi a 886,2 milioni nonostante la riduzione dei volumi di impiego, grazie all’efficacia della politica di salvaguardia degli spread.

Per quanto riguarda l’evoluzione dei crediti deteriorati: lo stock di crediti deteriorati totali lordi si è attestato a 9.002,8 milioni, in diminuzione del 7,3% (o 713,9 milioni di cui 157 circa relativi all’operazione di cessione di posizioni in sofferenza UBI Factor) rispetto al 31 dicembre 2018. La significativa riduzione rilevata nei crediti deteriorati lordi “è dovuta nel semestre all’effetto combinato di un default rate in contrazione anno su anno, e di un tasso di recupero che si conferma elevato (e in accelerazione sulle sofferenze”.

Il ratio di crediti deteriorati lordi scende quindi sotto al 10%, in anticipo rispetto alle previsioni, attestandosi al 9,97% e, al 9,23% pro-forma per le cessioni di sofferenze del settore leasing già annunciate, rispetto al 10,42% registrato a fine 2018. In termini netti, gli stock di crediti deteriorati sono scesi a 5.312,2 milioni rispetto ai 5.976 del dicembre 2018, con una contrazione dell’11,1% (o 663,7 milioni). L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale dei crediti netti, passa al 6,17% (sempre condizionata dalla decrescita
degli impieghi netti a denominatore), dal 6,72% del 31.12.2018.

Al 30 giugno 2019, la raccolta diretta bancaria del Gruppo ammonta a 94,8 miliardi, in crescita rispetto ai 92,6 dell’1.1.2019.

Sempre a fine giugno 2019, il CET1 Ratio di Gruppo si attesta al 12% fully loaded rispetto all’11,47% di fine marzo 2019.


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