La gufata del venerdì: la Bce ha il cannone scarico

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 16 Agosto 2019 | 09:02

Gli economisti lo chiamano il cigno nero: l’evento dalle conseguenze catastrofiche che può causare una crisi economica. Ogni giorno, i gestori vi propongono prospettive allettanti per gli investimenti e potenziali porti sicuri dei rendimenti. Noi di Bluerating abbiamo voluto ribaltare la prospettiva e inaugurare una nuova rubrica: la gufata del venerdì. Non lo facciamo perché siamo masochisti, ma, al contrario, lo vogliamo fare per esorcizzare le paure più nere che serpeggiano sui mercati. Ogni settimana selezioniamo la previsione più fosca e agghiacciante, sperando che non si avveri. Un rituale di esorcizzazione che condividiamo con tutti i consulenti finanziari.

Settimana dal 12 al 16 agosto 2019: Bce senza munizioni e vento gelido argentino

Quella che volge al termine è stata una settimana di scricchiolii sinistri. Le banche centrali stanno pensando a nuovi stimoli per controbilanciare la tendenza al rallentamento dell’economia mondiale. In testa c’è la Bce che, secondo alcune previsioni, potrebbe ridurre il tasso sui depositi a -0,50% a partire dall’inizio del 2020 e quindi riprendere con il quantitative easing. Ma secondo Andrew Bosomworth, head portfolio management in Germania di Pimco, le misure potrebbero rivelarsi non troppo efficaci, rendendo la banca centrale priva di mezzi per affrontare una eventuale recessione sui mercati. “L’insegnamento scoraggiante giunge dal Giappone”, spiega il gestore, “intrappolato da decenni nella spirale dei bassi tassi d’interesse”. Alla base, ci sarebbe la dinamica demografica, che porta Giappone ed Europa a invecchiare sempre di più, a frenare l’inflazione per molto tempo. “La politica monetaria”, fanno sapere da Pimco, “non può fare molto per cambiare la situazione”.

Tra l’altro, nuovo vento gelido arriva dall’Argentina, che sembra sull’orlo di una nuovo default in stile 2001. In questo senso, Alberto Fernandez, avversario del presidente Mauricio Macri alle presidenziali del prossimo ottobre, ha lanciato una gufata funesta: “Nessuno crede che Macri possa ripagare il debito” per poi aggiungere che i mercati considerano “già formalmente il paese in default”. Insomma, la coalizione peronista cavalca la crisi per affossare definitivamente l’avversario. Ma se le loro previsioni fosche si rivelassero corrette, ci sarebbe poco da stare allegri. Con o senza Macri al governo.   

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