Banche centrali nel guado

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di Redazione 22 Agosto 2019 | 11:50

Le ricette per curare il paziente sono le stesse, ma il malato non risponde come un tempo. A giocare il ruolo del dottore spaesato sono le banche centrali, mentre chi non vuole saperne di guarire sono alcune delle più importanti economie occidentali che stanno scivolando verso la recessione. Come scrive il Sole 24 Ore, la politica monetaria è stata espansiva per anni. Tuttavia, la base monetaria ampliata artificialmente non si è trasformata in offerta di moneta e i prezzi non sono saliti. Bce, Fed, Bank Of England e Nippon Ginko hanno fatto operazioni di quantitative easing o credit easing. Con successi solo parziali: per esempio, in Europa il credito è aumentato, ma non l’inflazione.

Molto si deve alle tensioni internazionali, con la strategia muscolare di Donald Trump verso la Cina che tiene continuamente sulla corda i mercati che così ripiegano sugli asset più sicuri. Così in un mondo di tassi negativi, l’investitore prende sempre più in considerazione di pagare per investire per paura della recessione. Nel frattempo, c’è grande attesa per le decisioni della Fed, sulla quale il presidente Usa sta premendo per un corposo taglio dei tassi di interesse.

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