Banche, è crollo dei prestiti

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di Hillary Di Lernia 23 Agosto 2019 | 11:22

Una sforbiciata da 45 miliardi di euro. Questo l’effetto causato dall’aumento di garanzie richieste alle imprese da parte delle banche per ottenere prestiti.

Secondo uno studio condotto dal sindacato Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), in un anno la riduzione dei prestiti è stata del 6,37% con 658 miliardi a giugno scorso rispetto ai 703 miliardi riferiti allo stesso periodo del 2018.

Una contrazione dovuta in particolar modo alla progressiva “crescita delle garanzie” e inoltre l’11% delle imprese italiane ha dichiarato di non essere interessato alle richieste di credito a causa di un sentimento di scoraggiamento che sta prevalendo nell’ultimo periodo.

Altri fattori riguardano le cartolarizzazioni di prestiti in corso ( in un anno sono state registrate attività di cartolarizzazioni per 16,3 miliardi) e lo smaltimento delle sofferenze.

Come sottolinea Lando Maria Siloni, segretario generale della Fabi, talvolta per un prestito si arriva a pretendere garanzie  fino a cinque volte superiori l’importo richiesto e raramente vengono finanziate le idee degli imprenditori, così come invece avviene nei paesi anglosassoni e negli USA.

L’Italia, come riporta una recente statistica effettuata dalla Bce, si classifica insieme alla Francia, Irlanda e Grecia come uno dei Paesi con la più alta percentuale di imprese che hanno difficoltà a richiedere finanziamenti al sistema bancario.

 

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