Draghi: l’UE deve cambiare

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di Hillary Di Lernia 24 Settembre 2019 | 10:54

Le ultime parole di Mario Draghi nella sua ultima audizione alla commissione economia dell’Europarlamento di Bruxelles in vista della fine del suo mandato sono rivolte all’Europa e l’urgenza di attuare politiche di bilancio meno restrittive e maggiormente espansive a  “integrazione degli stimoli monetari della sua Eurotower, a causa del rallentamento della crescita nella zona euro superiore al previsto e con rischi al ribasso”.

Inoltre il presidente della Banca Centrale Europea ha distinto tra i paesi in rallentamento ma con maxi surplus commerciale (come la Germania), che devono procedere rapidamente con più investimenti di stimolo per l’economia, e paesi con alti debiti (come l’Italia), che devono perseguire politiche di bilancio prudenti, con rispetto degli obiettivi e riforme.

Un ulteriore monito anche riguardo alla crescita dell’Eurozona che è nettamente rallentata, più di quanto previsto in precedenza.  “Il pil è ora previsto in crescita dell’1,1% nel 2019, meno 0,6 punti dalle proiezioni di dicembre, e 1,2% nel 2020, meno 0,5 punti da dicembre”. Questo rallentamento, ha aggiunto il banchiere centrale, è principalmente dovuto alla debolezza del commercio internazionale in un contesto di persistente incertezza e legata a politiche protezionistiche e a fattori geopolitici.

Per questo, il consiglio direttivo ha deciso “di mettere in campo un pacchetto di stimoli monetari”. In particolare, ha aggiunto il banchiere centrale, la guidance della Bce “indica che abbiamo ancora spazio per tagliare i tassi, se necessario”.

 

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