La gufata del venerdì: il dramma arriva dal Giappone

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Marcello Astorri di Marcello Astorri27 settembre 2019 | 14:25

La bomba (per ora) inesplosa si annida nelle banche regionali del Giappone. C’è infatti un’ipotesi catastrofista che circola negli ambienti finanziari, secondo la quale saremmo prossimi a uno tsunami in grado di inghiottire l’economia globale. Ma perché questi istituti nipponici dovrebbero costituire un problema per il mondo? I tassi negativi hanno portato le banche regionali a non essere più redditizie e quest’ultime, di tutta risposta, avrebbero iniziato a investire in attività sempre più rischiose alla ricerca del rendimento. Si arriva quindi a un’ipotesi che Dan Carter, gestore di Jupiter Asset Management per il Giappone, è arrivato a definire “spaventosa”: ovvero che queste attività potrebbero presto rivelarsi nocive e innescare una reazione a catena all’interno del sistema finanziario. Con tutto quello che questo comporta tra recessione e perdita di posti di lavoro. Insomma, una sorta di replica dell’Armageddon finanziario del 2008.

Il gestore di Jupiter afferma che, almeno per quanto riguarda la redditività, l’accusa alle banche regionali giapponesi ha qualche fondamento. Infatti, “il riprezzamento dei prestiti da livelli redditizi a tassi sempre più bassi è un fenomeno vecchio di dieci anni“. Al punto che il tasso medio raggiunto sullo stock di tutti i prestiti delle banche regionali giapponesi è inferiore all’1%. Inoltre, l’elenco delle banche regionali giapponesi è lungo ed è quindi impossibile escludere del tutto eventuali investimenti imprudenti.

Per Carter, infine, l’ipotesi finale di un contagio finanziario globale è “impossibile da confutare” poiché  “l’interconnessione dei sistemi finanziari e il ruolo della fiducia e della propensione al rischio rendono del tutto plausibile che le questioni in qualsiasi settore bancario abbiano ripercussioni più ampie”. Insomma, il germe del contagio finanziario potrebbe effettivamente venire dal Paese del Sol Levante. La speranza è che rimanga ancora una fantasma il più a lungo possibile.

Gli economisti lo chiamano il cigno nero: l’evento dalle conseguenze catastrofiche che può causare una crisi economica. Ogni giorno, i gestori vi propongono prospettive allettanti per gli investimenti e potenziali porti sicuri dei rendimenti. Noi di Bluerating abbiamo voluto ribaltare la prospettiva e inaugurare una nuova rubrica: la gufata del venerdì. Non lo facciamo perché siamo masochisti, ma, al contrario, lo vogliamo fare per esorcizzare le paure più nere che serpeggiano sui mercati. Ogni settimana selezioneremo la previsione più fosca e agghiacciante, sperando che non si avveri. Un rituale di esorcizzazione che condividiamo con tutti i consulenti finanziari.


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