La gufata del venerdì: celebriamo il taglio dei salari

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Marcello Astorri di Marcello Astorri11 ottobre 2019 | 11:47

Condannati alla deflazione, al calo dei salari e con il rischio di un debito che potrebbe esplodere. Un po’ com’è successo al Giappone. Quindi non resta che imparare a conviverci. Questa è la  visione, decisamente fosca, del gestore Neil Williams di Hermes Investment Management nel suo ultimo Economic Outlook.

La sua riflessione parte dalle recenti decisioni di politica monetaria intraprese dalle banche centrali, in particolare dalla Bce. Mario Draghi ha rispolverato dalla cassetta degli attrezzi il nuovo Qe, uno strumento che, sostiene Williams, già in passato non aveva funzionato. Anzi, “la spinta del Qe sui prezzi degli asset è diventata controproducente, ampliando le disparità, impoverendo la domanda e ostacolando l’inflazione”. Le tensioni commerciali, inoltre, contribuiscono ad aggravare il quadro.

Ecco quindi che, secondo Williams, si aprirebbe la strada della giapponesizzazione. Un sentiero che dovrà necessariamente portare a un cambio di mentalità. Si dovrà infatti fare i conti con la caduta di prezzi, salari e degli asset. La pressione sui margini potrebbe poi portare a riduzioni dell’occupazione e a una maggiore flessibilità del lavoro.

Se il calo dei salari può essere in qualche modo compensato dal calo dei prezzi, di ben altro tenore potrebbero essere le conseguenze sul debito pubblico delle potenze del G7. “Se il loro Pil nominale fosse ora frenato dalla deflazione come accaduto per il Giappone dal 1995”, scrive Williams, “anche un modesto aumento dell’1% annuo dello stock del debito porterebbe i rispettivi rapporti netti al 105%, 80% e 100% entro il 2040. Questo azzera sul nascere le speranze del governo di erodere il debito attraverso l’inflazione”.

Non ci resta quindi che adattarci alla più cruda psicologia deflazionistica. Williams suggerisce addirittura di celebrare il taglio dei salari, perché tanto calerà il prezzo di vacanze, auto e case. L’analista però dubita che a Londra, New York, Parigi e Roma siano pronti a una simile svolta. Su questo ha sicuramente ragione.

Cos’è la “gufata del venerdì”

Gli economisti lo chiamano il cigno nero: l’evento dalle conseguenze catastrofiche che può causare una crisi economica. Ogni giorno, i gestori vi propongono prospettive allettanti per gli investimenti e potenziali porti sicuri dei rendimenti. Noi di Bluerating abbiamo voluto ribaltare la prospettiva e inaugurare una nuova rubrica: la gufata del venerdì. Non lo facciamo perché siamo masochisti, ma, al contrario, lo vogliamo fare per esorcizzare le paure più nere che serpeggiano sui mercati. Ogni settimana selezioneremo la previsione più fosca e agghiacciante, sperando che non si avveri. Un rituale di esorcizzazione che condividiamo con tutti i consulenti finanziari.


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