Global Wealth 2019: stiamo diventando più ricchi

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di Hillary Di Lernia 22 Ottobre 2019 | 14:00

Il Credit Suisse Research Institute pubblica la decima edizione del Global Wealth Report, che costituisce la fonte di informazioni più completa e aggiornata sulla ricchezza globale delle famiglie.

Lo scorso anno la ricchezza mondiale è aumentata del 2,6%, raggiungendo 360 000 miliardi di dollari, mentre la ricchezza per adulto ha toccato un nuovo record di 70 850 dollari, superando dell’1,2% il livello rilevato a metà 2018. Stati Uniti, Cina ed Europa sono i maggiori responsabili di questo incremento, con un contributo rispettivamente di USD 3800 miliardi, USD 1900 miliardi e USD 1100 miliardi.

In termini di ricchezza per adulto, la Svizzera si attesta al primo posto in assoluto (+USD 17 790), seguita da Stati Uniti (USD 11 980), Giappone (USD 9180) e Paesi Bassi (USD 9160). Guida la classifica dei perdenti l’Australia (- USD 28 670), principalmente per effetto dei tassi di cambio, seguita da altri Paesi che hanno registrato perdite significative: Norvegia (- USD 7520), Turchia (- USD 5230) e Belgio (- USD 4330).

Secondo le stime, il numero di milionari nel mondo è aumentato di 1,1 milioni di persone dal 2018, raggiungendo quota 46,8 milioni a metà 2019. Gli USA hanno contribuito per oltre il 50% a questo incremento, con 675 000 nuovi milionari che si sono aggiunti alle cifre già consistenti del Paese. La diminuzione della ricchezza media in Australia si è tradotta nella presenza di 124 000 milionari in meno, ma altrove le perdite sono risultate relativamente modeste: il Regno Unito ospita ad esempio 27 000 milionari in meno, mentre la flessione per la Turchia è stata di 24 000 persone.

I mercati emergenti , Cina inclusa, stanno assumendo sempre più importanza nell’economia mondiale e dal 2008 hanno contribuito per i due terzi all’incremento della ricchezza in termini reali – il doppio rispetto all’America settentrionale. La performance della Cina è decisamente positiva in termini di USD reale, USD corrente e Local Currency Unit (LCU).

Dal 2008 la crescita media della ricchezza in USD in termini reali in Europa è negativa, in parte a causa della contrazione dell’euro. I Paesi ad alto reddito della regione Asia Pacifico hanno un ruolo solo marginale in questo nuovo scenario, mentre il resto del mondo (compresa la maggioranza dei Paesi di Africa e America latina) si limita a compensare l’impatto negativo dell’Europa. Il rapporto esamina inoltre la relazione tra patrimonio e PIL, e rileva che nel lungo periodo i Paesi di maggiore successo sono quelli che riescono ad accumulare ricchezza come un multiplo del prodotto interno lordo attraverso la correzione delle lacune in campo istituzionale e finanziario. Questo può portare a un circolo virtuoso in cui livelli più elevati di ricchezza stimolano la crescita del PIL, che a sua volta fa aumentare la ricchezza. Cina, India e Vietnam sono esempi di attuazione di questo circolo virtuoso.

La ricchezza femminile è aumentata rispetto a quella degli uomini nella maggior parte dei Paesi, grazie a una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, a una divisione più equa del patrimonio tra coniugi e ad altri fattori. Tradizionalmente, l’eredità ha rappresentato una fonte di ricchezza più importante per le donne che per gli uomini, in parte perché i redditi inferiori hanno limitato le possibilità di accumulo di un patrimonio proprio, in parte per la vedovanza e in parte perché le donne, che vivono tendenzialmente più a lungo, conservano i lasciti per più anni. La riduzione del flusso di patrimoni ereditati nella prima metà del ventesimo secolo ha diminuito la ricchezza relativa delle donne a causa della loro maggiore dipendenza dai lasciti ereditari.

La generazione dei Millennial invece emerge dal rapporto come un gruppo piuttosto svantaggiato. Oltre a essere stati colpiti in giovane età dalla crisi finanziaria, con la recessione e le scarse prospettive di lavoro che ne sono seguite, in molti Paesi i Millennial devono fare i conti con elevati prezzi delle abitazioni, bassi tassi d’interesse e redditi bassi, e hanno quindi maggiori difficoltà ad acquistare immobili o accumulare un patrimonio. Sostegno finanziario da parte dei genitori ed eredità possono contribuire ad alleviare i numerosi svantaggi che colpiscono questa generazione. Il previsto aumento del patrimonio ereditato si ripercuote sulla distribuzione della ricchezza e sulla diseguaglianza dei redditi nei Paesi sviluppati così come in quelli emergenti. L’eredità avrà con ogni probabilità un peso maggiore sulla distribuzione della ricchezza in futuro e finirà per intensificare le disparità provenienti da altre fonti. Quasi 63 milioni di milionari nei prossimi cinque anni Nei prossimi cinque anni la ricchezza globale registrerà un aumento del 27%, attestandosi a USD 459 000 miliardi entro il 2024. Una quota del 38% della crescita sarà ascrivibile ai Paesi a basso e medio reddito, sebbene questi rappresentino solo il 31% dell’attuale ricchezza. L’avanzata dei Paesi a medio reddito costituirà il principale driver delle tendenze globali. Nei prossimi cinque anni aumenterà sensibilmente anche il numero di milionari fino a sfiorare quota 63 milioni, mentre il numero di UHNWI raggiungerà 234 000 persone.

Anthony Shorrocks, economista e autore del rapporto, spiega: “La ricchezza mondiale è aumentata di appena il 2,6% nell’ultimo anno. Questo basso tasso di crescita è ascrivibile in parte all’apprezzamento del dollaro: utilizzando i tassi di cambio medi su 5 anni, dalla fine del 2017 la ricchezza complessiva risulta aumentata del 5,9%, mentre quella per adulto del 3,8%. Avendo a disposizione dati riferiti a quasi vent’anni, possiamo osservare due fasi distinte di crescita della ricchezza. Nei primi anni del secolo si è aperta una sorta di ‘età dell’oro’, caratterizzata da una creazione della ricchezza forte e inclusiva. La crisi finanziaria ha innescato un’inversione di tendenza, e la ricchezza non è più tornata a crescere ai livelli pre-crisi. Durante la crisi finanziaria si è verificata una profonda trasformazione, che ha portato la Cina e altri Paesi emergenti a diventare il motore della creazione di ricchezza. Intanto gli Stati Uniti sono riusciti a registrare un incremento del patrimonio per adulto per ben 11 anni di seguito”.

Nannette Hechler-Fayd’herbe, Chief Investment Officer di International Wealth Management e Global Head of Economics & Research, Credit Suisse, commenta: “Nonostante le tensioni commerciali degli ultimi 12 mesi tra Stati Uniti e Cina, entrambi i Paesi presentano solidi dati di creazione della ricchezza, con un contributo pari rispettivamente a USD 3800 miliardi e USD 1900 miliardi. Anche il numero globale di milionari è aumentato nel 2019 di 1,1 milioni fino a raggiungere Comunicato stampa Pagina 4/4 21 ottobre 2019 46,8 milioni di persone, che possiedono complessivamente un patrimonio di USD 158 300 miliardi, ossia il 44% della ricchezza globale. La Cina e altri mercati emergenti hanno contribuito in misura significativa a questa crescita, evidenziando segni di progresso e opportunità per gli investitori”.

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