Banche e reti, per Ubs c’è chi è buy e chi no

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 9 Dicembre 2019 | 09:12

Fineco e Anima sono da comprare, Azimut e Banca Generali da vendere. Giudizio neutro per Banca Mediolanum e Poste. Questo è il verdetto dell’ultimo report della società svizzera Ubs inerente al mondo del risparmio gestito. Un quadro che parte dal super rally del 2019 che ha visto protagonista soprattutto il mondo delle reti, tra lo stupefacente +135% in borsa del titolo di Azimut, l’ottimo progresso dell’82% di Banca Mediolanum e il lusinghiero +70% di Banca Generali. Più indietro, con un comunque notevole +28%, c’è Fineco che ha scontato l’uscita dal capitale di Unicredit.

Tutti questi guadagni sono stati trainati dagli ottimi risultati della raccolta, ottenuti soprattutto grazie al risparmio gestito che offre commissioni più alte rispetto all’amministrato.  Ma dalle parti di Ubs si chiedono: dopo questo 2019 da leoni quali di questi titoli potranno proseguire la loro corsa? In Svizzera credono che il titolo più in forma in assoluto sarà quello di Fineco. Gli esperti dell’istituto stimano che la crescita media annua dei flussi in Italia di Fineco nel 2020-2022 sia del 10% circa, contro il 7% circa di Banca Generali e poco più del 5% per Banca Mediolanum e del 4% per Azimut. Per quale motivo? “Fineco ha un vantaggio competitivo strutturale e sostenibile rispetto ai concorrenti e Anima mostra flussi in accelerazione che partono da una base bassa, il che supporta una rivalutazione del titolo e”, spiega Ubs, “allo stesso tempo, il rapporto rischio-rendimento di investire Azimut e Banca Generali è orientato verso il basso”.

 

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