La gufata del venerdì: la Lagarde si auto-gufa

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Marcello Astorri di Marcello Astorri13 dicembre 2019 | 10:27

La nuova presidente della Bce ha scelto la figura del gufo come immagine per identificare l’inizio del suo mandato alla banca centrale. Musica per le orecchie della nostra rubrica settimanale. Lei, chiaramente, intendeva appellarsi alla saggezza attribuita al gufo, più che auto definirsi un uccello del malaugurio. Qualità che le servirà sicuramente per dominare il consiglio direttivo diviso ereditato da Mario Draghi. Il primo passo di Christine Lagarde è stato confermare la politica monetaria del predecessore, con il tasso sui depositi che rimane a -50 punti base. Il programma di acquisto di obbligazioni continuerà nella sua attuale portata fino a quando l’inflazione non avrà registrato una convincente convergenza verso il due per cento. A gennaio, però, potrebbe capirsi di più sull’indirizzo che la Lagarde vorrà dare al suo mandato.

Per rimanere in tema di animali, Martin Moryson, chief economist Europe di Dws, si chiede se la Lagarde sarà più colomba o falco. “Il contesto economico è appena cambiato”, scrive l’analista in un suo commento sulla prima riunione della Bce della nuova presidente, con “crescita debole e rischi di ribasso, ma meno pronunciati che nel recente passato”. La strategia tuttavia non cambierà

“prima della fine del 2020”. Del resto, la stessa Bce non prevede di raggiungere l’obiettivo di inflazione entro il 2022. Quindi per ora si prevede una Lagarde colomba. E se proprio un gufo dev’essere, tutti si augurano che sia un gufo ispirato.

Cos’è la gufata del venerdì

Gli economisti lo chiamano il cigno nero: l’evento dalle conseguenze catastrofiche che può causare una crisi economica. Ogni giorno, i gestori vi propongono prospettive allettanti per gli investimenti e potenziali porti sicuri dei rendimenti. Noi di Bluerating abbiamo voluto ribaltare la prospettiva e inaugurare una nuova rubrica: la gufata del venerdì. Non lo facciamo perché siamo masochisti, ma, al contrario, lo vogliamo fare per esorcizzare le paure più nere che serpeggiano sui mercati. Ogni settimana selezioneremo la previsione più fosca e agghiacciante, sperando che non si avveri. Un rituale di esorcizzazione che condividiamo con tutti i consulenti finanziari.


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