Pictet AM: “Per il 2020 ottimismo cauto”

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Avatar di Hillary Di Lernia16 dicembre 2019 | 14:18

Attenzione a cantar vittoria. Nonostante un 2019 abbastanza positivo per i mercati, l’ultimo trimestre deve farci riflettere che l’ottimismo va bene ma va tenuto cauto. E questo vale su più fronti.

Questo ciò che si evince dal Barometro di dicembre 2019, panoramica mensile sull’asset allocation a cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management, che in questo mese oltre al tradizionale bilancio si presentano alcuni dei possibili scenari del prossimo anno. Vediamoli insieme.

Asset allocation: contrastare il rallentamento

I responsabili della politica finora sono riusciti a impedire un brusco rallentamento dell’economia globale. La Federal Reserve statunitense e la Banca Centrale Europea hanno aperto le valvole della politica monetaria, mentre alcuni governi dei Paesi emergenti hanno offerto uno stimolo fiscale, con Europa e Giappone che probabilmente seguiranno a ruota con una maggiore spesa pubblica.
Tuttavia, ciò non significa che l’economia mondiale sia fuori pericolo. Il pezzo mancante del puzzle dello stimolo globale è la Cina – in cui la crescente inflazione e l’aumento del debito societario pongono un dilemma per Pechino, che si trova sotto pressione per sostenere i segmenti dell’economia a corto di liquidità, colpiti dalla guerra commerciale.

Perciò è sensato per gli investitori evitare le aree più costose del mercato finanziario,  mantenendo una posizione neutrale sulle azioni.

Gli indicatori di Pictet AM del ciclo economico mostrano un’economia globale in lento miglioramento. Il nostro indicatore anticipatore mondiale è salito per tre mesi di fila fino ai livelli massimi da un anno a questa parte, soprattutto grazie a un’accelerazione nelle economie emergenti. Un dato incoraggiante, in un momento in cui le autorità monetarie sostengono sempre più la crescita: la proporzione di banche centrali che sta tagliando i tassi si attesta al 40% su base netta – un dato registrato l’ultima volta al culmine della crisi finanziaria. Detto ciò, prevediamo ancora una crescita della produzione globale del 2,7% per il prossimo anno, un dato inferiore al potenziale e a quanto registrato quest’anno.

Settori azionari e regioni: ascesa dei titoli dei mercati emergenti

Le azioni globali sono in linea per concludere il 2019 con valutazioni eque, avendo iniziato l’anno a livelli convenienti. Il rapporto price-to- earnings sull’indice MSCI All World è salito fino a 15,8 volte gli utili, rispetto alle 14 volte di gennaio. Il rallentamento della crescita globale pare meno intenso, ma i nostri indicatori anticipatori suggeriscono che il livello più basso potrebbe essere raggiunto nei prossimi mesi. In questo contesto, Pictet AM ha
mantenuto una posizione nel complesso neutrale sulle azioni globali, rettificando leggermente le allocazioni settoriali e regionali per prepararci a una stabilizzazione delle condizioni economiche.

A livello di settore, ciò significa chiudere il sovrappeso sui beni di consumo di base in favore di una posizione neutrale. Questo settore difensivo è relativamente costoso e potrebbe rimanere indietro rispetto ai settori più ciclici in caso di una modesta ripresa della crescita. Inoltre il livello di indebitamento delle aziende è salito in modo repentino negli ultimi due anni, un dato che esige cautela (Fig. 2). Pictet AM continua a privilegiare il settore finanziario – il secondo più conveniente nel nostro modello di valutazione – e quello sanitario. Quest’ultimo è un settore difensivo che beneficia sempre più della domanda dei consumatori per i prodotti legati allo stile di vita.

Reddito fisso e valute: preferenza per il debito dei mercati emergenti in valuta locale

Le prospettive per le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti si sono illuminate, con la stabilizzazione dell’attività manifatturiera globale e le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina in miglioramento. Ciò, a sua volta, dovrebbe aiutare le valute dei mercati emergenti ad apprezzarsi sul dollaro, accrescendo i rendimenti delle obbligazioni in valuta locale. Inoltre, anche se l’economia globale ha trovato un ritmo più stabile, le banche centrali nell’universo in via di sviluppo non paiono disposte ad assumersi alcun rischio: la politica monetaria rimarrà accomodante, il che significa che il rendimento superiore al 5% attualmente offerto dalla classe di attivi rimane interessante.

L’ottimismo di Pictet AM verso gli attivi dei mercati emergenti tuttavia non implica compiacenza. Anche se le condizioni economiche sono in miglioramento, non si può escludere la possibilità di un’improvvisa inversione delle dinamiche del commercio mondiale. Per questo motivo, si è deciso di sottoscrivere una polizza assicurativa, sotto forma di sovrappeso sui Treasury USA a lunga scadenza. Rispetto ad altri attivi difensivi – come le obbligazioni di Stato dell’eurozona o giapponesi – i Treasury USA offrono una valutazione interessante. Il Treasury USA a 10 anni offre, infatti, un rendimento dell’1,75%, rispetto a circa il -0,35% dell’omologo tedesco (si veda la Fig. 3). Per la stessa ragione, siamo anche sovrappesati sull’oro.

Panoramica sui mercati globali

Le obbligazioni sovrane, tuttavia, hanno sofferto. Ad eccezione delle obbligazioni di Stato svizzere, le obbligazioni di Stato dei mercati emergenti e sviluppati sono calate nel mese in valuta locale. Il debito locale dei mercati emergenti è stato particolarmente debole, in flessione dell’1,8% nel mese. Il dollaro ha guadagnato terreno quasi ovunque; l’eccezione è stata la sterlina, che ha tenuto bene con l’aspettativa che i Conservatori vincano le prossime elezioni, e lo yuan, che ha beneficiato di previsioni leggermente ottimistiche per il commercio. L’oro è calato oltre il 3% nel mese.


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